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Il Lario, le sue montagne e le sue vallate. Percorsi sulle cime del territorio comasco.

Quando Segantini abitò sui monti lariani…

Giovanni Segantini ha abitato alcuni mesi della sua vita, povero e con difficoltà anche a mettere qualcosa nel piatto, in un paese della Valassina, a Caglio. A dire il vero si tramanda a voce che scambiasse dei dipinti con il cibo anche se in realtà, ufficialmente, non abbiamo mai conosciuto qualcuno che abbia detto di possedere dei dipinti del pittore.
A 150 anni dalla sua nascita, che è avvenuta in Trentino nel 1858, il Comune di Caglio gli ha reso omaggio con un’esposizione permanente di alcune riproduzioni di suoi dipinti riprodotti a grande dimensione, per le vie del paese.
Dopo aver vissuto a Milano una giovinezza turbolenta, formatosi all’Accademia di Brera, nel 1881 Segantini, insieme alla sua compagna Bice Bugatti, lascia il capoluogo lombardo e approda prima in Brianza, stabilendosi inizialmente a Pusiano, Carella e Corneno; poi in Valassina, stabilendosi a Caglio. Voleva impossessarsi del ‘vero’ di quei paesaggi miti, spesso velati di nebbia, e tradurlo in ricche sfumature tonali, nell’intento di farsi interprete di una natura concepita come territorio di vita contadina.

A Pusiano si ferma sino alla fine del 1882 (in maggio era nato il primogenito Gottardo). In seguito – spinto dall’urgenza di esplorare crinali prealpini sempre più elevati – si è spostato a Carella e Corneno, in prossimità del lago del Segrino vicino a Canzo.
A Carella, dopo un’iniziale sistemazione, s’insedia nella “Cà di strii”, che la leggenda popolare vuole abitata dagli spiriti (a Carella, nell’ottobre 1883, nasce Alberto; mentre Mario e Bianca nasceranno a Milano rispettivamente nel marzo 1885 e nel maggio 1886).

Streghe EupilioPanorama da Streghe EupilioGiazzera Eupilio
Sia a Pusiano che a Carella, dal 1882 al 1884, con Segantini vive, in stretta comunione di lavoro, il collega pittore, compagno d’Accademia, Emilio Longoni, con il quale si spartisce il modesto stipendio elargito dal mercante, mecenate e amico Vittore Grubicy, titolare con il fratello Alberto della Galleria milanese di via San Marco. Il sodalizio, però, s’interrompe bruscamente per la pretesa del Grubicy di firmare a sua discrezione le opere, attribuendo all’uno i dipinti dell’altro. Inferocito e amareggiato Longoni se ne torna a Milano.

Le due madri, Segantini, CaglioA Caglio Segantini abita solo. Arriva nell’autunno 1885 e vi resta sei mesi circa: il tempo necessario per l’elaborazione e il compimento di Alla stanga, la monumentale opera conclusiva dell’esperienza in Brianza e in Valassina (Bice e i figli si fermano a Corneno). La grandiosa tela, dipinta nel 1886, ha avuto subito riconoscimenti ufficiali internazionali (Medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Amsterdam) ed è stata acquistato dal governo italiano per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, è stata dipinta a Caglio, nei prati un tempo detti di Santa Valeria dal nome della vicina chiesetta romanica, dove nei giorni di bel tempo, con l’aiuto del suo padrone di casa Giacomo Rusconi e di altri due uomini, Segantini portava la grande tela e si accingeva a lavorare. Sul fare della sera, in uno scenario emotivamente trasfigurato e dilatato al punto da non trovare fedele corrispondenza con il paesaggio reale, le vacche sono ricondotte malinconicamente allo steccato ed accudite da alcune contadine, per una delle quali – quella in primo piano – posò Ghita (Margherita) Invernizzi, futura balia della piccola Bianca Segantini.
La stanga, lo steccato intorno al quale si radunavano le mandrie e che divideva i pascoli di Sormano da quelli di Caglio, era il pretesto per ancorare la cornice del vasto giro d’orizzonte, di pianura e altipiano, infondere un senso d’infinito in uno scenario che appare epopea della vita contadina. In Alla stanga si intravede anche l’importanza che verrà assumendo la materia: Segantini, per la prima volta, usa contemporaneamente pennelli di differenti misure e spatola.

Ultimato Alla stanga, nella primavera 1886, ritorna a Milano. Ma il desiderio di un ritorno alle origini lo riprende tenace e, a fine estate, parte a piedi per un viaggio di ricognizione che, da Como, attraverso Livigno, Poschiavo, Pontresina, St. Moritz e Silvaplana, lo condurrà a Savognino e alla definitiva dimora sulle Alpi svizzere.

Il periodo in cui Segantini è stato da queste parti dura meno di cinque anni, ma è una stagione in salita di affermazioni internazionali, al di là dell’aneddotica sulle usanze da bohémien, sui perenni debiti e la fatidica “bolletta”, di cui tuttora si tramanda memoria.

Con le opere che ha dipinto in questo periodo, nel 1883 Ave Maria a trasbordo vince la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Amsterdam; nel 1885 La tosatura delle pecore è premiato all’Esposizione Internazionale di Anversa. Nel 1886 Alla stanga ottiene la grande medaglia d’oro di nuovo ad Amsterdam e nel 1888 è acquistato dal Governo italiano per la Galleria Nazionale di Roma. Così Segantini, appena trentenne e neppure italiano – perché ancora ritenuto austriaco –, è fra i primi pittori a entrare nel patrimonio d’arte contemporanea della nuova nazione da poco unificata sotto i Savoia.

In Brianza e in Valassina, Segantini lavora molto e cresce intellettualmente, ponendo le basi del suo inconfondibile linguaggio pittorico nell’esprimere la visione del vero che andava maturando.
Forte delle pur piccole entrate che gli garantisce la Galleria Grubicy e del sostegno morale di Bice, si lascia alle spalle non solo un’infanzia tragica e una gioventù da emarginato, ma anche le tematiche del breve preambolo milanese (pur siglato da punte quali Il Naviglio a Ponte San Marco, 1880), per sviluppare una percezione naturalistica del paesaggio e della vita dei campi, dando avvio a un’iconografia contadina e agreste inesistente nel contesto italiano dell’epoca.

Foto da internet

Libera la cultura! il 29 aprile Invasione Digitale di Barni (CO) – un paese in posa

I bambini e i ragazzi di un tempo nemmeno troppo lontano giocavano sempre per strada. Pochi oggetti: qualche sasso, i tappi delle bottiglie, un corda, dei pezzetti di legno, le biglie, una palla….con tanta fantasia tutto si trasformava in un gioco meraviglioso. Le strade e le piazze erano luoghi vivi, rumorosi, chiassosi da dove si alzava a volte un canto popolare, spesso le risate dei bambini o le chiacchiere delle signore, ogni tanto il rumore dei carretti, raramente quello delle autovetture.

Il 29 APRILE cerchiamo di riportare per le strade di Barni un po’ di questa antica SOCIALITA’ non dimenticandoci che siamo nel 2018 e non possiamo prescindere dalla socialità che oggi va per la maggiore…quella DIGITALE.

A poco meno di un’ora da Milano vi aspettiamo per scoprire il piccolo borgo di Barni e le sue bellezze, il museo etnografico a cielo aperto “Un paese in posa” e la Chiesa di San Pietro e Paolo, gioiello romanico, il tutto accompagnato da GIOCHI ANTICHI E NUOVI e possibilità di assaggiare il BUON CIBO locale.

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INVADI ANCHE TU BARNI INSIEME A NOI

SCOPRI LE SUE BELLEZZE
FOTOGRAFALE E CONDIVIDILE SUI SOCIAL con gli hashtag#invasionidigitali #unpaeseinposa

IMMERGITI NEL NOSTRO BORGO RICCO DI STORIA, SCORCI, MESTIERI

LASCIATI INCANTARE DALLA STORIA DI OGNI OGGETTO ESPOSTO NEL MUSEO FOTOGRAFICO A CIELO APERTO

RITORNA BAMBINO CON I GIOCHI DI UN TEMPO

LIBERA LA CREATIVITA’ NEI LABORATORI A TEMA

IMPARA COSE NUOVE ALLE DIMOSTRAZIONI DI VECCHI SAPERI

#memoria #cultura #tradizione #turismo #divertimento

Durante la giornata troverai (programma in aggiornamento)

– visite guidate al percorso fotografico UN PAESE IN POSA
ore 11,00 e ore 15,00 (prenotazioni sul sito https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-11/ oppure https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-15/
a richiesta in altri orari scrivendo qui sull’evento o a [email protected]

– visita alla Chiesa Romanica di San Pietro e Paolo con i ciceroni che vi spiegheranno le sue meraviglie e la sua storia
(ore 10-12 e ore 14-18)

– CACCIA al TESORO fotografica sul percorso UN PAESE IN POSA, partenza libera in giornata, con estrazione a premi (ore 12 e ore 17) Iscrizione individuale presso la postazione CulturABarni in piazza Pio XI con contributo di 1 euro cad.

– GIOCHI della TRADIZIONE nel borgo di Barni nei vari angoli pronti per essere provati da voi e dai vostri bambini! Divertitevi come una volta e non solo!

– Gioco Social con INVASIONI DIGITALI: fotografa Barni e i suoi scorci e condividilo sui tuoi SOCIAL –Twitter, Instagram, Facebook, Pinterest, Snapchat, Linkedin con gli hashtag #invasionidigitali #unpaeseinposa #barni

– LABORATORI creativi e DIMOSTRAZIONI di vecchi saperi, dagli intrecci in legno, ai cribi, (in aggiornamento)

– PIATTI DELLA TRADIZIONE tutti da assaggiare (in aggiornamento)

Possibilità di visita guidata+pranzo/e o degustazione in una delle attività convenzionate a prezzo speciale!
Per informazioni: [email protected]

CulturABarni in collaborazione con Invasioni Digitali, Gruppo Alpini di Barni,Pro Loco Barni, Comune di Barni
Vi aspettiamo per le strade per conoscere il paese e per giocare “come una volta”. il 29 aprile trascorri anche tu una giornata in allegria con tutta la famiglia Barni!

VUOI PROPORRE UN’ATTIVITA? ORGANIZZARE UN GIOCO? AIUTARE L’ORGANIZZAZIONE? Contattaci!!

#PASSAPAROLA #barni #unpaeseinposa #invasionidigitali #liberalacultura

https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-11/

https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-15/

Evenmto Facebook–> it-it.facebook.com/events/1842195752740123/

Maggiori informazioni https://www.culturabarni.it/invasione-digitale-2018/

Trattori, incanto e falò: grande festa a Barni in onore del Santo più venerato dell’inverno

Sant’Antonio è uno dei santi dell’inverno più venerati in Lombardia e non solo. Anche Barni con l’aiuto di volontari e parrocchiani si prepara alla festa contadina più amata che quest’anno sarà festeggiata domenica 21 gennaio. Sant’Antonio, mercante di neve, è il santo venerato dai contadini come protettore degli animali ed in generale di tutto il mondo agricolo. Usanza non solo di Sant’Antonio ma in generale del mese di gennaio, quella di festeggiare con un falò, un fuoco propiziatorio per la bella stagione.

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A Barni non mancano le tradizioni legate a questa giornata. Durante la santa Messa in chiesa Parrocchiale delle ore 10 verrà benedetto il sale e subito dopo sul sagrato si terrà la benedizione dei trattori e mezzi agricoli. Segue l’incanto, una vendita all’asta di beni offerti dai parrocchiani il cui ricavato andrà a favore della Parrocchia che oltre alle spese correnti si sta dando da fare per il restauro della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

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La festa continua con il pranzo in compagnia in Sede Alpini a base di polenta uncia, una tradizione per questa giornata di festa dove un tempo si usava mangiare piatti più elaborati. Il programma prosegue con giochi e intrattenimenti in attesa del falò propiziatorio che verrà acceso al calar del sole sul piazzale antistante la Sede Alpini verso le 16,30.

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Il ricavato di tutta la manifestazione sarà devoluto alla Parrocchia di Barni.

Foto di Luca Mazza

BARNI: TUTTI GLI EVENTI ASPETTANDO IL NATALE

Anche nel periodo invernale le iniziative in paese si moltiplicano. Oltre al percorso fotografico “Un paese in posa” visibile nelle vie del borgo anche con visite guidate su prenotazione nella suggestiva cornice natalizia, a Barni si ripetono tradizioni natalizie ormai consolidate.

Si parte il giorno 8 dicembre con i Mercatini di Natale nel tendone riscaldato della Pro Loco per tutta la giornata e nel pomeriggio lancio dei palloncini e  cioccolata per tutti i bambini. Oltre a fare acquisti di idee creative e artigianali potrete degustare i piatti preparati dalla Pro Loco.

Sabato 9 dicembre alle ore 14.30 inaugurazione del  PRESEPE alla Chiesa di San Pietro e Paolo anche quest’anno inserito nel percorso “La Luce nel Gioiello” ideato dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano. Sono previste la benedizione del presepe e dei bambin Gesù dei nostri presepi, canti natalizi con il Coro di Barni, a seguire panettone e vin brulé per tutti.

Alle 16,30 partenza per la Fiaccolata di Natale a Scengher con fiaccolata, accensione del Presepe sulla montagna.

Domenica 10 dicembre si continua con Il pranzo delle Feste per sostenere le attività di CulturABarni farsi gli auguri e scambiarsi idee per il nuovo anno!

Per chi ama scoprire posti nuovi sempre Culturabarni propone una gita ai Mercatini di Natale di Trento il prossimo 16 dicembre. Un itinerario tra la città e le idee regalo natalizie. Le iscrizioni sono aperte presso gli incaricati.

Domenica 24 dicembre tradizionale arrivo di Babbo Natale e consegna dei doni a tutti i bambini alle ore 20.30. A Mezzanotte la S. Messa sarà animata dal Coro di Barni. A seguire tradizionale panettone e vin brulé per tutti.

BARNI: UN PRESEPE COMUNITARIO PER FAR RISCOPRIRE LA CHIESA ROMANICA

La Chiesa di San Pietro e Paolo di Barni (CO) è tra le chiese scelte dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano per l’itinerario alla riscoperta di sette gioielli guidati dalla luce della Nativitàbackup agosto 2017 576

 

Inaugurazione SABATO 9 dicembre ore 14,30

Per il secondo anno consecutivo la Comunità Montana del Triangolo Lariano, con lo sponsor di Acsm Agam – Enerxenia, propone l’iniziativa volta a conosce e riscoprire i gioielli architettonici della Vallassina e del Triangolo Lariano guidati dalla luce della Natività. Anche la chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo di Barni è stata scelta tra le chiese del percorso che comprende anche il Santuario della Madonna del Ghisallo a Magreglio, la chiesa della Madonna di Sommaguggio a Civenna di Bellagio, la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano a Rezzago, la Chiesa del Santo Crocefisso ad Asso, la Chiesa di San Rocco a Castelmarte e la Madonna di Loreto ad Albavilla.

All’interno di queste sette chiese sarà allestito per opera di volontari un presepe sia per riscoprire il valore religioso del Natale sia per valorizzare le bellezze degli edifici coinvolti, alcuni poco conosciuti al grande pubblico.

La tradizione natalizia del presepe, segno delle profonde radici cristiane del nostro territorio, attraverso questo percorso ci aiuta a riscoprire le bellezze architettoniche che ci circondano e che spesso sono chiuse al pubblico: ecco allora che grazie alla luce  della Natività questi gioielli ritrovano nuova linfa e diventano meta di turisti e visitatori durante le feste natalizie.

Le chiese coinvolte saranno visibili tutti i weekend e nelle festività fino all’Epifania secondo il calendario previsto e che prevede l’inaugurazione nelle giornate ponte dell’Immacolata per tutte le sette parrocchie coinvolte. Nel calendario sono previste anche delle visite guidate e altri eventi (concerti, sante messe, manifestazioni natalizie, arrivo dei Magi) per rendere più appetibile la visita a questi gioielli.

Il presepe dello scorso anno a Barni (foto Pietro Avaldi)

 

Il programma di Barni (CO)

Le aperture natalizie della Chiesa Ss. Ap. Pietro e Paolo – Barni (CO) per la manifestazione “La Luce nel Gioiello” sono le seguenti:

Sabato 9 dicembre    

Ore 14,30 – Inaugurazione del Presepe con benedizione dei Bambin Gesù,

Canti natalizi con il Coro di Barni

Vin brulé e panettone nel piazzale antistante

Domenica 10 dicembre        

9.30-12 e 14-17 apertura della Chiesa

Sabato 16 dicembre  

14-17 apertura della Chiesa

Domenica 17 dicembre        

9.30-12 e 14-17 apertura della Chiesa

Ore 15.00 Visita guidata

Domenica 24 dicembre        

9.30-12 apertura della Chiesa

Martedi 26 dicembre

ore 9,30 – 12 e 14-17 apertura della Chiesa

ore 10 Santa Messa

Ore 15.00 Visita guidata

Domenica 31 dicembre        

ore 9,30 – 12 apertura della Chiesa

Lunedi 1 gennaio       

14-17 apertura della Chiesa

Sabato 6 gennaio      

14-17 e 21-22.30 apertura della Chiesa

Ore 15 arrivo dei Magi e Benedizione dei Bambini

Ora 21 Concerto Corale S. Gervaso e Protaso di Caglio

Domenica 7 gennaio 

14-17 apertura della Chiesa

 

 

 

Tutte le strade portano a Barzio. Il 29 agosto.

 

Presentazione del libro: “Le strade di Barzio: trasformazioni e denominazioni tra Sette e Novecento”, a Barzio, Palazzo Manzoni (via Alessandro Manzoni 12), sabato 29 agosto 2015, ore 21.00

Sarà presente l’autore Federico Oriani. Il libro è in vendita presso la biblioteca comunale di Palazzo Manzoni nei normali orari di apertura al costo di 2 euro.

 

Quando Federico Oriani mi ha chiesto di scrivere la prefazione del libro “Le strade di Barzio: trasformazioni e denominazioni tra Sette e Novecento”, ho subito pensato a quello che, ognuno di noi, si porta nel cuore percorrendo una strada, una via o una piazza del nostro paese.

Ogni strada ha una sua realtà, una sua verità, una propria storia e custodisce gelosamente tutto quello che su di essa è accaduto, dai fatti più tragici a quelli più belli, piacevoli e gioiosi.

Penso alla via Martiri Patrioti, dedicata a chi il 31 dicembre del 1944 è stato barbaramente fucilato e ucciso davanti al muro del cimitero o alla via Martiri Patrioti Barziesi che onora i nostri compaesani caduti in guerra; oppure alle strade del paese addobbate a festa che ogni anno vengono attraversate, la prima domenica di agosto, dalla statua della Madonna del Rosario (di cui quest’anno ricorre il 300°) tanto cara a tutti noi.

O ancora alle persone care che abbiamo lasciato e a cui sono state intitolate vie o piazze, come la piccola piazzetta intitolata a Enrico Arrigoni Marocco, il caro “Richetto”, che tanti di noi hanno conosciuto e hanno saputo apprezzare per il suo grande attaccamento a Barzio e alla Parrocchia.

Le vie, le strade e le piazze di Barzio e Concenedo, che hanno visto crescere e diventare grande il nostro paese, che ci hanno accolto e cresciuto, che sono tanto care a chi le ha vissute e a chi, grazie ad esse, porta nel cuore momenti di vita propria e dei propri cari sono raccontate in questo bellissimo libro scritto da Federico Oriani a cui va, con tutto il cuore, il più vero e sincero ringraziamento mio e di tutta l’amministrazione comunale.

Ringrazio inoltre la società ITB che ha creduto in questo lavoro e ha omaggiato il comune di Barzio e la biblioteca comunale con la stampa della pubblicazione pubblicazione.

Sindaco di Barzio

 

L’amministrazione comunale e la biblioteca di Barzio sono riuscite a fare di necessità virtù portando a termine il progetto nato nel 2005 di ricostruire la storia della viabilità del territorio e di ordinare le biografie dei personaggi a cui sono dedicate le strade del paese. Il tutto senza toccare il bilancio comunale continuamente minacciato dalle politiche degli enti superiori, e addirittura liberando qualche risorsa per favorire l’incremento del patrimonio librario.

Come è stato possibile il “miracolo”? Con l’intuizione di sdoppiare il libro: un’edizione completa di oltre 200 pagine che verrà caricata il 29 agosto, liberamente scaricabile, sul sito internet del Comune, e una ridotta di 64 pagine, contenente i temi più curiosi, che è stata stampata dalla Tipografia Commerciale di Lecco ed è già in distribuzione. La doppia edizione ha consentito da un lato di preservare l’integrità della ricerca e la pubblica fruizione, dall’altro di trovare nella società che gestisce gli impianti di risalita dei Piani di Bobbio la generosa disponibilità a sostenere le spese di stampa. Il volume stampato viene proposto dietro un contributo volutamente popolare di 2€, interamente a favore della biblioteca.

Il libro raccoglie i risultati di un lungo lavoro di ricerca archivistica e sul campo che partendo dai lavori stradali ha consentito di gettare nuova luce sulla viabilità complessiva della Valsassina (per la prima volta sono state ricostruite le vicende che hanno portato alla sua apertura al mondo centocinquanta anni fa con l’arrivo della prima strada carrabile e i suoi legami con la storia militare del Regno Lombardo-Veneto), ma anche sulle cappellette stradali ripetutamente citate nelle descrizioni dei lavori viari. Di seguito si riportano estratti dalla prefazione scritta dal Sindaco di Barzio Andrea Ferrari e dall’introduzione scritta dall’autore, Federico Oriani, storico che negli ultimi anni ha dato alle stampe alcuni tra i libri più meticolosi sulla storia del territorio valsassinese, dagli studi su Introbio (2006) e Ballabio (2013), alla riedizione degli Statuti medievali (2008), fino alla recente guida storico-artistica di tutte le chiese della valle (2014). Su Barzio ha curato una guida (2005), la storia del corpo musicale (2007) e quella della chiesa del cimitero (2010).

 

Introduzione dell’autore

La letteratura storiografica inerente la comunità di Barzio rappresenta un’anomalia all’interno del panorama valsassinese oltre che per la sua precoce nascita e per la sua straordinaria fioritura (merito questo del mecenatismo della Parrocchia, del Comune, delle Associazioni, ma anche di alcune iniziative private), soprattutto per la sua capacità di abbracciare e trattare diversi temi. Il numero di monografie dedicate al paese pubblicate a oggi si aggira intorno alla trentina, circa dieci volte la media dei centri circostanti, ma le storie barziesi degne di essere raccontate sono lungi dall’essere esaurite. Proprio gli stimoli lanciati da chi ci ha preceduto rendono ancora oggi le vicende barziesi un caso interessante a livello di storiografia provinciale e con queste pagine di natura interdisciplinare si vuole “mettere altra carne al fuoco” lasciando a chi ci seguirà l’onere di tirare le somme dei diversi contributi apparsi negli anni.

Il tema della viabilità locale (urbana o extraurbana) è rientrato nel novero degli argomenti di interesse per chi scrive storia solo recentemente, ma, data la sua interdisciplinarità, ha via via raggiunto posizioni sempre più di riguardo nelle pubblicazioni di storia civica. L’approfondimento dei sistemi viari locali si vale dei contributi di diverse discipline: dall’urbanistica, alla micro-toponomastica, all’odonomastica (ovvero lo studio dei nomi delle vie), alla biografia, alla storia civile e a quella religiosa. Il tema risulta quindi estremamente vasto e non può essere racchiuso in queste pagine a cui lasciamo soltanto qualche spunto per nuove indagini circa l’antropizzazione del territorio (sia dal punto di vista concreto che dell’imposizione dei nomi, siano tradizionali o di personaggi storici) e l’amministrazione locale preposta alla manutenzione e al miglioramento delle strade. Nonostante le fonti archivistiche consultate afferiscano quasi esclusivamente alla sfera civile, nondimeno si possono ricavare alcune suggestioni relative alla storia religiosa in quanto toponomastica-reti di comunicazione-luoghi di devozione sono sempre stati un unico tema inscindibile: le edicole sacre sorgevano lungo le strade e queste prendevano poi la denominazione da quelle. Le più antiche attestazioni storiche di piccoli sacelli, la massima parte dei quali purtroppo non più visibili, vengono proprio dall’analisi della documentazione relativa alle opere stradali e a queste è dedicato un apposito paragrafo del volume.

Nonostante l’unicità del tema, le vie di comunicazione, le diverse metodologie d’indagine imposte dai diversi punti di vista hanno comportato una bipartizione del testo, con una prima parte marcatamente tecnica che illustra lo stato e le trasformazioni delle strade barziesi e concenedesi dal Settecento ai primi anni del Novecento e una seconda che analizza gli odonimi, ovvero i nomi delle stesse arterie che possono avere una radice tradizionale e microgeografica (odonimi-toponimi) oppure essere dedicati alla memoria di personaggi storici (odonimi-antroponimi).

La prima parte analizza il sistema viario barziese cominciando (cap. 1) con alcune indicazioni generali e di contesto per poi procedere con una panoramica delle più antiche descrizioni e interventi di miglioria apportati alle singole strade urbane (cap. 2), extraurbane (capp. 3-4) e dell’ex Comune di Concenedo (cap. 5), autonomo fino al 1928. La seconda parte sviluppa il tema dell’odonomastica: il cap. 6 è dedicato all’introduzione del tema e alla prima mappatura dei microtoponimi barziesi esistenti alla metà dell’Ottocento come risultano dal catasto lombardo-veneto. Per l’imposizione del nome e quindi l’indicazione e il riconoscimento del territorio, questi rappresentano i più diretti antenati delle indicazioni viarie. La nascita di questo sistema e lo sviluppo in sede locale sono trattati nel medesimo capitolo, che analizza anche i toponimi che sono divenuti odonimi. Il cap. 7 presenta, infine, i profili biografici dei personaggi a cui sono state dedicate le vie barziesi. Molti di costoro, pur avendo operato lungamente per il bene della comunità, sono stati rimossi dalla memoria collettiva. L’intento del capitolo non è tanto di ricostruirne minuziosamente le biografie, quanto di tratteggiarle, per quanto consentono le fonti, e di identificare le motivazioni per cui hanno meritato un ricordo imperituro. Per completezza sono stati inseriti tutti i personaggi, anche quelli che probabilmente non hanno nemmeno mai udito il nome di Barzio.

La fonte principale e insostituibile della ricerca è costituita dal titolo inerente le opere pubbliche degli Archivi Comunali di Barzio e di Concenedo, le cui informazioni sono state integrate dalle notizie rinvenibili tra la documentazione conservata negli Archivi di Stato di Como e di Milano e altri archivi pubblici locali, nelle fonti bibliografiche e in quelle giornalistiche.

 

 

Save the date. 5 settembre 2015, 1° RASSEGNA DEI CAVIADINI

caviadini, barzioA Barzio, Sabato 5 settembre, ci sarà la 1° RASSEGNA DEI CAVIADINI. DALLE ORE 10.00 PRESSO PALAZZO MANZONI. I CAVIADINI sono dei BISCOTTI TRADIZIONALI.

Dimostrazione pratica di taglio dell’impasto; presentazione del processo produttivo e proiezione delle fotografie della lavorazione; presentazione della storia, delle tradizioni e dei risultati dell’indagine statistica; degustazione dei biscotti. la Manifestazione è patrocinata dal Padiglione Italia Expo Milano 2015 www.comune.barzio.lc.it

www.contradebarzio.org

www.pianidibobbio.com

Scuola sci al Monte San Primo. Sulla pista noleggio sci, bob e ciaspole.

Alla Scuola di Sci MONTE SAN PRIMO insegnano i maestri di sci di Bellagio (CO) e dintorni.
Per prenotare un corso di sci o lezioni private (singole o di gruppo) potete recarvi nella sede della scuola situata in Loc. S.Primo, 4 c/o Albergo La Genzianella – 22021 Bellagio (CO).
In alternativa potete contattare la scuola di sci telefonicamente al numero 031/964734 o via fax al numero 031/964734 .

Sulla pista noleggio sci, bob e ciaspole  (il sabato e la domenica).