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Rally di Como: i circuiti storici nelle valli del Lago di Como

Rally di Como, suggestivo passaggio con il lago sullo sfondo
Rally di Como, suggestivo passaggio con il lago sullo sfondo

 

Il 36. Rally Trofeo Aci Como è stato presentato al Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio. Numerose le novità: prove, parchi assistenza, rally storico. Iscrizioni a pieno ritmo, persino dalla Finlandia e dal Brasile. Si chiudono lunedì 16 ottobre.

COMO, 12 ottobre 2017 –  Il centro congressi del Grand Hotel Villa d’Este a Cernobbio ha ospitato la presentazione ufficiale e conferenza stampa del 36. RALLY TROFEO ACI COMO, gara valevole quale ultima prova del Campionato Italiano WRC, programmato per il 19-20-21 ottobre 2017. Autorità civili e militari, patrocinatori e sponsor, oltre a piloti, navigatori ed atleti di altri sport, sono intervenuti numerosi, legittimando con la loro presenza l’affezione e il legame al territorio di cui gode l’evento motoristico.

AUTORITA’ E PILOTI – Ad aprire la presentazione è stato il Presidente di Aci Como, Enrico Gelpi, affiancato dall’assessore comunale comasco allo Sport e parchi pubblici Marco Galli, al direttore di Corriere di Como ed Espansione TV Mario Rapisarda, al presidente della Camera di Commercio di Como Ambrogio Taborelli, al direttore di gara Roberto Ledda, all’amministratore delegato del Gruppo Clerici Auto, Marco Clerici, e al direttore del Grand Hotel Villa d’Este Danilo Zucchetti. Due piloti hanno presentato l’evento visto dal volante: per il rally moderno, il sei volte vincitore a Como Corrado Fontana; nel rally storico è stato Luca Ambrosoli a tratteggiare gli elementi salienti di un evento di grande radicamento storico. Presenza di spicco dell’atleta comasco Pietro Ruta, olimpionico canottaggio, con il rally di Como nel cuore.

ISCRIZIONI IN CHIUSURA – Le iscrizioni si chiudono lunedì 16 ottobre: un’ottantina gli equipaggi che hanno sin qui aderito, proporzionalmente distribuiti tra Tricolore WRC, Rally Nazionale e Rally Storico Aci Como. Tra i top driver si segnalano le presenze di coloro che ambiscono al vertice assoluto: Stefano Albertini, Manuel Sossella, Marco Signor, Corrado e Gigi Fontana, Paolo Porro, Kevin Gilardoni, Mirko Puiricelli, “Pedro”, Giò Di Palma, Marco Roncoroni, Stefano Baccega, Giuseppe Bergantino, ecc.

DALLA SCANDINAVIA AL BRASILE – Desta interesse la presenza del 21.enne finlandese Emil Lindholm su Renault Clio R3T: vanta un brillante passato nella velocità a ruote coperte e quest’anno è stato nei rally campione nazionale classe R2, conquistando pure il titolo giovanile “Future Rally Star Finland”. A lui si affiancherà tra gli ospiti graditissimi a Como anche l’equipaggio gentlemen composto dai brasiliani Paulo Nobre e Gabriel Morales che gareggeranno a Como con top car.  Sul fronte del rally storico ottimo il livello delle adesioni: oltre ad Ambrosoli, anche Lucio Da Zanche, Carlo Galli, Matteo Musti, Andrea Guggiari, Nicholas Montini, Marco Paccagnella, Ermanno Sordi e Marco Grosso, ecc.

PROGRAMMA: EVENTO APPASSIONANTE – Il 36. Rally Trofeo Aci Como si presenta rinnovato: per tre volte viene proposta l’Alpe Grande (km.8,86) in Valle d’Intelvi, ultima speciale prima dell’arrivo finale in Piazza Cavour a Como. Due i passaggi sulla prova di Nesso-Veleso-Zelbio (km.4), Ghisallo (11,24 km), Val Cavargna (km.29,72). E’ stato introdotto un “remote service” a Bellagio, breve pausa tecnica nel bel mezzo delle quattro prove nel Triangolo Lariano. Confermati parco assistenza e riordino a Porlezza, sul lago di Lugano. Partenza della prima tappa venerdì pomeriggio da piazza Cavour: quattro prove nel Triangolo Lariano. Seconda tappa il sabato, con cinque prove tra Val Cavargna e Intelvi. In tutto quasi 118 km di prove speciali, pari a ben il 27% del totale di 436 km del tracciato totale.

Il Lario dall'alto
Il Lario dall’alto

Il mitico Circuito del Lario e della Valassina

 

Si calcola che 80-100.000 persone abbiano assistito alle ultime edizioni del Circuito del Lario e della Valassina. L’arrivo del pubblico cominciava il giorno precedente e continuava ininterrottamente per tutta la notte; provenivano da tutta Italia, in particolare dall’Italia settentrionale, con ogni mezzo. L’affluenza assumeva, nelle ore precedenti l’inizio della gara, l’aspetto di una vera e propria migrazione. Corso tra il 1921 e il 1939 il Circuito del Lario è stato un grande spettacolo di folla che si dava appuntamento sulle strade del Lario e della Vallassina per una giornata di grande sport nel verde di una delle più felici zone delle Prealpi Lombarde. Gli archivi dello sport hanno catalogato un materiale immenso e i nomi di chi lo scoprì, di chi lo fece disputare per la prima volta, di chi lo propagandò, di chi lo rese celebre, di chi lo vinse… Sono passati più di settant’anni, ma il ricordo del Circuito è vivo nella mente di molti che l’hanno visto passare. Sandro Colombo, nato a Valbrona nel 1924, laureato in ingegneria meccanica, ha collaborato con Gilera, Bianchi, Ossa, Innocenti, Ferrari, Magneti Marelli e Piaggio. Attualmente è direttore responsabile della rivista Leggend Bike. E il ricordo del Circuito è ben vivo nella sua mente. Ricorda quando bambino, alle sei del mattino, era sulla strada per vedere i piloti in allenamento. Il suo punto di osservazione era prima di Visino, dopo il ponte sul torrente Foce. Si sentiva il rumore da lontano, quando le moto salivano dalla “Taiada”, come era chiamata la strada che sale da Asso, per la sua ultima parte “tagliata” nella roccia. Ricorda che i bambini avevano imparato a conoscere il rumore particolare dei diversi motori e, appena sbucavano dalla curva del “Puntecc”, a riconoscere i piloti in un attimo, prima che sparissero in un nugolo di polvere lasciando solo l’odore pungente dell’olio di ricino bruciato. Ricorda le folle del giorno della corsa. Molti giungevano sul circuito provenendo dai sentieri di montagna per evitare il pagamento del biglietto d’ingresso che era riscosso dopo la stazione di Asso, altri in bicicletta o in moto, gli ultimi con le corriere che passavano poco prima della chiusura del percorso. Il “Lario” infatti, oltre a rappresentare con il Gran Premio delle Nazioni a Monza il più importante appuntamento motociclistico dell’anno. Non era solo una corsa, ma anche un festoso appuntamento estivo che richiamava folle impensabili da ogni parte dell’Italia settentrionale. Molte erano le comitive, spesso caratterizzate da qualche comune capo d’abbigliamento come vistosi foulard multicolori e come i cappelloni di paglia dei forlivesi al seguito di Arcangeli o di Bandini con l’inconfondibile scritta “Noi, Forlì il Mondo!”. Dal punto di vista agonistico il tracciato presentava non poche difficoltà: oltre 300 curve disseminate lungo i 36 chilometri del percorso ed i 550 metri di dislivello fra Onno e la Madonna del Ghisallo. A queste si aggiungevano il pessimo sfondo stradale, le massicciate negli attraversamenti dei paesi, i muretti e le rocce che affiancavano le strette carreggiate. Al “Lario” hanno corso e vinto tutti i maggiori piloti del ventennio che va dal 1921 al 1939, date della prima e dell’ultima edizione: Amedeo Ruggeri, Ernesto Vailati, Ugo Prini, Pietro e Mario Ghersi, Achille Varzi, Tazio Nuvolari, Luigi Arcangeli, Aldo Pigorini, Carlo Fumagalli, Dorino Serafini, Nello Pagani, vincitore dell’ultima edizione e unico dei grandi campioni del passato tuttora vivente. Sul Lario sono state scritte pagine indimenticabili della storia di molte Case motociclistiche italiane, dalla Garelli alla Moto Guzzi, dalla Bianchi alla Gilera alla Benelli. Alla sua organizzazione, iniziata ed affidata per molti anni al Moto Club Lombardo, hanno sempre partecipato attivamente i Comuni toccati dal percorso mentre le poche industrie presenti, a cominciare dal cotonificio Oltolina di Asso, hanno dato contributi per cercare di far quadrare la sempre difficile situazione economica dell’organizzazione, fortemente penalizzata dalle difficoltà di riscossione del biglietto d’ingresso. A questo elemento, alle sopravvenute difficoltà di blocco della circolazione e all’inadeguatezza del tracciato in rapporto alle aumentate prestazioni dei mezzi è dovuto il definitivo abbandono della gara nel dopoguerra. Oggi, il Comitato Triangolo Lariano ha finalmente riunito, nel comune intento di dar vita a una rievocazione che ha fatto epoca, tutti i Comuni e i Club Motociclisti della zona e questo atto va letto come un ritorno a quell’antica solidarietà che si era rivelata indispensabile negli anni in cui la corsa aveva luogo. Risorgerà un’altra volta? Gli appassionati lo sperano, perché se c’è una corsa motociclistica che può rivaleggiare con il T.T. Inglese (Tourist Trophy), quella è il Circuito del Lario. Lungo le strade del Lario a 30 chilometri l’ora.