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Invasione digitale di UN PAESE IN POSA. 29 aprile 2018

Avete mai sognato di “invadere” un museo, un sito archeologico, un centro storico per diffondere la Bellezza condividendo la tua esperienza sui social media?
Diventa un invasore partecipando a Invasioni 2018, la sesta edizione in programma dal 20 Aprile al 6 Maggio: ➡️ http://bit.ly/patrinipartners_news_invasionidigitali
L’Invasione digitale è un’esperienza di gioco a 360°, un gioco-evento che è un fenomeno comunitario, crea aggregazione basandosi su interesse e passione!
A Barni, in Valassina, il 29 aprile dalle ore 10, ci si riunisce per conoscere il piccolo borgo, incontrarsi di persona, parlare, giocare e… mangiare piatti locali. Come è nello spirito dei cacciatori di tesori, scoprire in ogni suo lato il piccolo borgo sotto la lente d’ingrandimento.
Girando per le vie del paese si postano sui propri account social fotografie e pensieri che comunicano la realtà locale al mondo.
Venite anche voi a costruire un grande mosaico di una comunità, a presentate il piccolo paese della Valassina che si reinventa piantando semi di cultura attraverso il gioco!

INFO
– Barni sarà il primo paese della provincia di Como ad aderire all’iniziativa “Invasioni Digitali” che da 6 anni opera a livello nazionale e internazionale per la promozione della cultura, la scoperta del territorio e l’uso positivo degli strumenti digitali come mezzo per condividere le bellezze del nostro paese.

– Che cos’è un’invasione digitale? E’ un’occasione per trovarsi tutti insieme in un luogo ricco di cultura, storia, tradizioni per scoprirlo, coglierne la bellezza, viverlo ma anche per immortalarlo con macchine fotografiche, smartphone e tablet e poi condividere questa esperienza sui social.

– Per l’occasione tante attività previste per rendere la giornata ancora più interessante, in collaborazione con la Pro Loco, il gruppo Alpini, le attività commerciali locali, i volontari e gli alunni della scuola media Segantini di Asso che saranno “ciceroni per un giorno” in diversi punti di interesse del paese.

– Barni, decorato a festa, ospiterà delle postazioni dove sperimentare giochi antichi e nuovi e magari ritornare un po’ bambini. Dalla postazione informativa in Piazza Pio XI partiranno le visite guidate (ore 11 e ore 15, a richiesta altri orari) al museo a cielo aperto dove scoprire i 40 oggetti della tradizione contadina mostrati da altrettanti abitanti del paese. Durante la giornata una caccia al tesoro a premi (adesione singola con il contributo di 1€, partenza libera) renderà il tour fotografico ancora più intrigante. Tra le vie potrete scoprire tra gli scorci più interessanti anche alcune dimostrazioni di mestieri di un tempo, laboratori, tavoli creativi, e tante sorprese… Non mancheranno interessanti proposte culinarie tradizionali lombarde dalla trippa alla cassoela alla polenta in tante versioni tutte gustose che potrete trovare nei ristoranti o nei punti di ristoro in paese.

– Per l’occasione anche la Chiesa Romanica di San Pietro e Paolo sarà straordinariamente aperta dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. La chiesa sarà presto oggetto di restauro conservativo.

– In occasione delle invasioni digitali verrà presentata la piantina ufficiale del percorso disegnata da Mario Camerini, illustratore milanese che ha appena lanciato con successo la food directory Milano Tips di Zona Tortona presentata alla recente Design Week con molto successo.

A proposito di invasioni digitali

Oltre 200 eventi in tutta Italia per più di 30.000 partecipanti nella scorsa edizione di questa manifestazione che piace soprattutto ai più giovani.

In questa edizione 2018 di Invasioni digitali (www.invasionidigitali.it) che si svolgerà tra il 20 aprile e il 6 maggio si inserisce l’evento del 29 aprile di Barni legato alla scoperta del piccolo borgo comasco grazie al traino del percorso fotografico “Un paese in posa” ideato da Giulia Caminada, inaugurato lo scorso ottobre, ora meta da non perdere nel Triangolo Lariano.

A proposito del percorso “Un paese in posa”

“Un paese in posa. Ritratto fotografico di una comunità” è il progetto fotografico realizzato da Giulia Caminada nella comunità di Barni. Più di 600 persone si sono fatte fotografare, nell’arco di due anni, per dimostrare il loro legame col piccolo borgo della Valassina, dando forma visiva al sentimento di identità e di appartenenza.

Grazie a CulturaBarni, alla Regione Lombardia per l’anno della Cultura 2017/2018, al Comune di Barni, alla Comunità Montana del Triangolo Lariano, alla Pro Loco e al Gruppo Alpini di Barni, dal 30 settembre 2017, 40 ritratti del progetto, raffigurano 40 oggetti della tradizione contadina, sono diventati una galleria fotografica nelle vie del paese, un museo etnografico a cielo aperto.

Street Fud Festival. Il verde torna in piazza

Dopo il successo degli ultimi due anni con piu di 60.000 visitatori torna per la terza volta ad Erba (CO) lo Street Food Festival.
In questi giorni Erba è di nuovo il regno della primavera e del gusto. Il 13-14-15 aprile Street Fud Festival ha portato in strada i suoi cibi squisiti e il meglio del divertimento in una straordinaria “Primavera Edition” tra bellissimi fiori, profumi e colori magici, conferenze, concerti, musica, divertimento, birra e cibo di strada.
Un evento da non perdere assolutamente.

Foto Luca Mazza

Teresa Ciceri Castiglioni al Museo Giovio di Como

Teresa Ciceri Castiglioni è un’agronoma illustre, amica di Alessandro Volta, vissuta a Como nella seconda metà del ‘700. Di lei non ci era pervenuto alcuno scritto autografo ma negli ultimi anni è stato ritrovato nell’Archivio Notarile di Stato il testamento scritto di suo pugno. Teresa è una donna che ha avuto un ruolo nell’agronomia lombarda, riconosciuto anche dal governo austriaco di Maria Teresa: promosse l’arte di ” pettinare, filare, torcere e tessere a maglia la scorza di lupini” come scrisse Maurizio Monti nella sua Storia di Como.  Mise a punto un sistema per ricavare filo da tessere e fare tela dai lupini, una leguminosa della famiglia delle papilionacee, frequente nei terreni acidi, e si prodigò per la diffusione, fra i contadini delle sue tenute, della coltivazione dei pomi di terra, le patate, promossa dallo stesso Volta. Per questa sua scoperta, ma soprattutto per aver introdotto nel comasco la coltivazione della patata, la Società Patriottica di Milano il 1º febbraio del 1786 la nomina “Sozia Corrispondente Nazionale per le cognizioni e lo zelo rispettivamente agli oggetti dell’agricoltura e delle arti”.

L’esperimento, insieme a Volta, della coltivazione delle patate (pomi di terra), trovò un seguace in don Mario Monti, parroco di Brunate, che nel 1832 scrisse che le qualità di patate coltivate intorno al borgo erano dieci e che il dovere di fare questi esperimenti era dei ricchi proprietari di terreni.

A farla nominare membro di questa Società Patriottica di Milano fu Alessandro Volta che, in una lettera al cavalier Landriani, scrive: “…l’abate Carlo Amoretti porterà alla Società Patriottica la tela e le altre mostre di filaccia di lupini, che presenta alla medesima Società colla descrizione delle relative operazioni, la signora donna Teresa Ciceri, dama comasca, mia singolar padrona e amica…” (da Flavia Scotti nata Castiglioni). È grazie alla sua amicizia che Alessandro Volta, ospite nella sua casa di Angera, il 4 novembre 1776 all’Isolino Partegora raccolse in alcune bottiglie di gas che si sprigionava dalla palude che chiamò inizialmente aria infiammabile per poi in seguito venire classificato come metano.

Il suo testamento del 15 aprile 1820, stilato un anno prima della sua morte, ha aperto uno squarcio sui problemi economici della sua nobile e numerosa famiglia (aveva dodici figli, sei maschi e sei femmine) in continuo bisogno di denaro contante.

Di lei parlavano documenti ufficiali, relazioni scientifiche sulla filatura dei lupini presentata nel 1784, lettere di Alessandro Volta e il suo ritratto conservato al Museo Giovio di Como che raffigura una donna di florido aspetto, vestita dignitosamente ma senza sfarzo, dall’aria decisa. Sullo sfondo una ramo di lupini e dietro un foglio fitto di scrittura a ricordare la sua relazione su come trarre da questi un filo da tessere  e, accanto alla sua mano, seminascosta una medaglia d’oro assegnatale dalla Società Patriotica per il suo impegno a promuovere fra i contadini la coltivazione delle patate. Nel Museo è anche conservato un campione di tessuto da lei realizzato.

Negli ambienti del governo austriaco della Lombardia vicini a Pietro Verri incaricato dell’agricoltura, veniva individuata come una donna impegnata nella ricerca e nello studio (“Coltissima dama signora Donna Teresa Ciceri”). Figlia del conte Giobatta Castiglioni Zaneboni, si era sposata a vent’anni con un nobile quarantatreenne, Cesare Liberato Ciceri, appartenente a famiglia prestigiosa. La coppia andò ad abitare a Como centro, in un austero complesso di cinquantanove stanze. A Camnago avevano una notevole proprietà terriera di 438 pertiche e 21 tavole, le possessioni della Rienza e della Figarola, avevano servitù domestica, balie, staffieri e massari: quello che scarseggiava era il denaro liquido e per questo è ricorrente l’accensione di prestiti e l’attuazione di vendite di appezzamenti per fare fronte ai matrimoni delle figlie e fare studiare i figli (le pertiche di Camnago si ridurranno a 385).

Teresa resta vedova a quarantanove anni, nel 1799: ora tutti i suoi sforzi sono dedicati ad accasare le figlie, a recuperare prestiti e a chiudere i debiti accesi dal marito. Il testamento che  Teresa ha scritto, l’aveva affidato al genero Giuseppe Malachisio, marito della figlia Giulia. Gli eredi designati ed esecutori testamentari sono i figli Luigi e Giacomo che vivono con la madre nel palazzo patrizio in contrada Maddalena (l’attuale via Diaz): entrambi hanno intrapreso la carriera ecclesiastica, giungendo fino al canonicato della Cattedrale. Al primo posto nelle ultime volontà, secondo la consuetudine, l’obbligo di suffragare l’anima della defunta con cento messe. Poi le disposizioni sui beni. La figlia Anna, finché resterà nubile potrà godere dell’usufrutto di 1.500 lire: se però farà un buon matrimonio ( il che accadrà prima della morte di Teresa), il lascito andrà agli eredi. A questo punto troviamo una notizia che riguarda la medaglia d’oro raffigurata nel quadro. Alle figlie lascia “una possata intera d’argento bolata T.C. perché fatta con il valore della mia medaglia d’oro regalatami dalla Società patriotica di Milano”.

Questo ci dice molto del carattere di Teresa, della sua sollecitudine nei riguardi delle figlie, del suo senso pratico, della sua assoluta mancanza di vanità: una medaglia d’oro dell’Imperiale Corte non sarà mai esibita come segno d’eccellenza, né messa in cornice, né ostentata sulla persona; si è trasformata in un oggetto d’uso comune, anche se di pregio. Altre disposizioni riguardano degli orecchini di diamanti, dei fili di perle avuti dalla suocera e convertiti in un anello del valore di 100 zecchini, biancheria e vesti lasciate alla figlia Anna a una condizione: “col patto però che dia qualche cosa alla persona che mi assisterà in mia malattia”. La prima parte del testamento si chiude con un forte invito alla concordia familiare: “infine vi lascio per ultima volontà e gran desiderio di amarvi tutti in famiglia, scordandovi di tutto il passato, che così tanto ho sempre desiderato. Vi Benedico e ratifico con la mia sottoscrizione quanto scrissi di sopra. Vostra vera madre”.

Nel retro del foglio si legge un’aggiunta in data 22 ottobre 1820. Poiché la figlia Anna si era ben accasata e non aveva più necessità, Teresa destinò 300 lire “alla povera famiglia di Palermo”, quella del figlio Pietro, che aveva lasciato Como da tempo, dando scarse notizie di sé, per cercare fortuna nei commerci in Sicilia ma che, dopo essersi sposato e avere avuto una figlia, era morto in miseria nell’Ospedale dei Poveri.

Quando Segantini abitò sui monti lariani…

Giovanni Segantini ha abitato alcuni mesi della sua vita, povero e con difficoltà anche a mettere qualcosa nel piatto, in un paese della Valassina, a Caglio. A dire il vero si tramanda a voce che scambiasse dei dipinti con il cibo anche se in realtà, ufficialmente, non abbiamo mai conosciuto qualcuno che abbia detto di possedere dei dipinti del pittore.
A 150 anni dalla sua nascita, che è avvenuta in Trentino nel 1858, il Comune di Caglio gli ha reso omaggio con un’esposizione permanente di alcune riproduzioni di suoi dipinti riprodotti a grande dimensione, per le vie del paese.
Dopo aver vissuto a Milano una giovinezza turbolenta, formatosi all’Accademia di Brera, nel 1881 Segantini, insieme alla sua compagna Bice Bugatti, lascia il capoluogo lombardo e approda prima in Brianza, stabilendosi inizialmente a Pusiano, Carella e Corneno; poi in Valassina, stabilendosi a Caglio. Voleva impossessarsi del ‘vero’ di quei paesaggi miti, spesso velati di nebbia, e tradurlo in ricche sfumature tonali, nell’intento di farsi interprete di una natura concepita come territorio di vita contadina.

A Pusiano si ferma sino alla fine del 1882 (in maggio era nato il primogenito Gottardo). In seguito – spinto dall’urgenza di esplorare crinali prealpini sempre più elevati – si è spostato a Carella e Corneno, in prossimità del lago del Segrino vicino a Canzo.
A Carella, dopo un’iniziale sistemazione, s’insedia nella “Cà di strii”, che la leggenda popolare vuole abitata dagli spiriti (a Carella, nell’ottobre 1883, nasce Alberto; mentre Mario e Bianca nasceranno a Milano rispettivamente nel marzo 1885 e nel maggio 1886).

Streghe EupilioPanorama da Streghe EupilioGiazzera Eupilio
Sia a Pusiano che a Carella, dal 1882 al 1884, con Segantini vive, in stretta comunione di lavoro, il collega pittore, compagno d’Accademia, Emilio Longoni, con il quale si spartisce il modesto stipendio elargito dal mercante, mecenate e amico Vittore Grubicy, titolare con il fratello Alberto della Galleria milanese di via San Marco. Il sodalizio, però, s’interrompe bruscamente per la pretesa del Grubicy di firmare a sua discrezione le opere, attribuendo all’uno i dipinti dell’altro. Inferocito e amareggiato Longoni se ne torna a Milano.

Le due madri, Segantini, CaglioA Caglio Segantini abita solo. Arriva nell’autunno 1885 e vi resta sei mesi circa: il tempo necessario per l’elaborazione e il compimento di Alla stanga, la monumentale opera conclusiva dell’esperienza in Brianza e in Valassina (Bice e i figli si fermano a Corneno). La grandiosa tela, dipinta nel 1886, ha avuto subito riconoscimenti ufficiali internazionali (Medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Amsterdam) ed è stata acquistato dal governo italiano per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, è stata dipinta a Caglio, nei prati un tempo detti di Santa Valeria dal nome della vicina chiesetta romanica, dove nei giorni di bel tempo, con l’aiuto del suo padrone di casa Giacomo Rusconi e di altri due uomini, Segantini portava la grande tela e si accingeva a lavorare. Sul fare della sera, in uno scenario emotivamente trasfigurato e dilatato al punto da non trovare fedele corrispondenza con il paesaggio reale, le vacche sono ricondotte malinconicamente allo steccato ed accudite da alcune contadine, per una delle quali – quella in primo piano – posò Ghita (Margherita) Invernizzi, futura balia della piccola Bianca Segantini.
La stanga, lo steccato intorno al quale si radunavano le mandrie e che divideva i pascoli di Sormano da quelli di Caglio, era il pretesto per ancorare la cornice del vasto giro d’orizzonte, di pianura e altipiano, infondere un senso d’infinito in uno scenario che appare epopea della vita contadina. In Alla stanga si intravede anche l’importanza che verrà assumendo la materia: Segantini, per la prima volta, usa contemporaneamente pennelli di differenti misure e spatola.

Ultimato Alla stanga, nella primavera 1886, ritorna a Milano. Ma il desiderio di un ritorno alle origini lo riprende tenace e, a fine estate, parte a piedi per un viaggio di ricognizione che, da Como, attraverso Livigno, Poschiavo, Pontresina, St. Moritz e Silvaplana, lo condurrà a Savognino e alla definitiva dimora sulle Alpi svizzere.

Il periodo in cui Segantini è stato da queste parti dura meno di cinque anni, ma è una stagione in salita di affermazioni internazionali, al di là dell’aneddotica sulle usanze da bohémien, sui perenni debiti e la fatidica “bolletta”, di cui tuttora si tramanda memoria.

Con le opere che ha dipinto in questo periodo, nel 1883 Ave Maria a trasbordo vince la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Amsterdam; nel 1885 La tosatura delle pecore è premiato all’Esposizione Internazionale di Anversa. Nel 1886 Alla stanga ottiene la grande medaglia d’oro di nuovo ad Amsterdam e nel 1888 è acquistato dal Governo italiano per la Galleria Nazionale di Roma. Così Segantini, appena trentenne e neppure italiano – perché ancora ritenuto austriaco –, è fra i primi pittori a entrare nel patrimonio d’arte contemporanea della nuova nazione da poco unificata sotto i Savoia.

In Brianza e in Valassina, Segantini lavora molto e cresce intellettualmente, ponendo le basi del suo inconfondibile linguaggio pittorico nell’esprimere la visione del vero che andava maturando.
Forte delle pur piccole entrate che gli garantisce la Galleria Grubicy e del sostegno morale di Bice, si lascia alle spalle non solo un’infanzia tragica e una gioventù da emarginato, ma anche le tematiche del breve preambolo milanese (pur siglato da punte quali Il Naviglio a Ponte San Marco, 1880), per sviluppare una percezione naturalistica del paesaggio e della vita dei campi, dando avvio a un’iconografia contadina e agreste inesistente nel contesto italiano dell’epoca.

Foto da internet

Art name: Milano tips   The hype is real for the Tortona District’s food directory  

A small masterpiece hand-drawn by Mario Camerini

milano-tips-1Milano Tips, the food directory born from the creativity of illustrator Mario Camerini, is a detailed map of the Savona/Tortona/Porta Genova districts. The map, 50x70cm, hand-drawn with India ink and watercolor in a “bird’s eye view” style, is freely distributed in the promoted places: 42 in total, with pizzerias, restaurants, ice-cream shops, cafes, pubs who endorsed the project. A small masterpiece, fun, charming and unusual which adds up to the more than a hundred maps drawn by Mario over the years. “Milano is the choice destination for an increasing number of tourists, both Italians and foreigners, it’s the capital of Fashion and Furnishing, global events which attract more than 500 thousand people every time, giving off record numbers. And it is to this area that I wanted to dedicate my first food directory which, after having pointed out where to drink, eat or have fun, can become a nice memory to hang on the wall!”milano-tips-2

A homage to Tortona District, at the same time innovative and traditional signed by Mario Camerini, artist, director and TV commercial producer who has worked with some of the most important international advertising agencies.camerini mappa 1

 

www.mariocamerini.it

 

Camerini chiama Milano Tips, la food directory

milano-tips-1Milano Tips, la food directory nata dalla creatività dell’illustratore Mario Camerini altro non è che la mappa dettagliata della zona Savona/Tortona/Porta Genova. La mappa 50×70, realizzata a mano a china e acquerello con la tecnica del “bird’s eye view”, è distribuita gratuitamente nei luoghi promossi, 42 in tutto tra ristoranti, pizzerie, gelaterie, bar, pub, birrerie che hanno aderito all’iniziativa.

milano-tips-2Un piccolo capolavoro, divertente, accattivante e insolito che va ad aggiungersi alle circa 100 mappe che Mario ha disegnato negli anni.

“Milano è meta di un turismo crescente, italiano e straniero, è la capitale mondiale della Moda e del Mobile, eventi globali che di volta in volta accompagnano circa mezzo milione di persone regalando numeri da record.

camerini mappa 1Ed è proprio a questa zona a cui ho voluto dedicare la mia prima food directory che, dopo aver indicato dove poter bere, mangiare e divertirsi, può diventare un bel ricordo da incorniciare!”.

mario-camerini-milanoUn omaggio alla zona Tortona al tempo stesso innovativo e di tradizione firmato da un artista come Mario Camerini, regista e produttore di spot pubblicitari, ha collaborato con alcune tra le più importanti agenzie di pubblicità internazionali.

L‘artista è nato a San Paolo del Brasile nel 1953. Trasferitosi con la famiglia in Italia a Milano nel 1962, frequenta il liceo artistico di Brera e poi la scuola di grafica a Lugano. Terminati gli studi negli anni ’70 è il tecnico del suono di Eugenio Finardi e Alberto Camerini, e partecipa attivamente all’underground milanese dei tempi di Re Nudo. Negli anni 80, in piena “Milano da bere” gira gli spot più famosi con i brand dell’epoca, dalle macchine ai surgelati. Poi il cambio di vita negli anni 90: si trasferisce con la famiglia in Grecia, a Rodi, dove ritorna al primo amore, l’illustrazione. Accortosi che non esistevano mappe della vecchia città murata di Rodi, si documenta e ne pubblica una in stile bird’s eye view, che riscuote un tale successo da essere ristampata in cinque successive edizioni.

Camerini ha appena concluso un articolato progetto su Roma, disegnando le mappe di tutti e 22 i Rioni del Municipio I. La particolarità del progetto consiste nel fatto che le mappe, essendo disegnate e stampate tutte con la stessa scala, si possono far combaciare perfettamente ricomponendo la totalità della mappa del centro di Roma in un enorme puzzle.

Con i personal sommelier di Stappo nella vera Franciacorta

unnamedUn tour che riconduce ai più genuini e preziosi valori di una delle nostre “strade dei vini”, che ancora produce arte e passione in affascinanti contesti rurali, lontano dai grandi numeri dell’industria e delle macchine enologiche.
unnamed (1)È la Franciacorta più autentica, icona del vero metodo classico italiano, dove terra e tradizione, profumi e sentori sono l’affresco di uomini e vini veri.
Sabato 19 maggio, grazie alla cura nella ricerca dei Personal Sommelier di Stappo, sarà possibile partecipare a visite guidate in due cantine esclusive e di nicchia, in una giornata particolare capace di trasmettere conoscenze e sensazioni, occasioni ed emozioni uniche. L’attenzione si concentrerà dapprima sull’incantevole Cantina Massussi di Iseo, circondata dai suoi vigneti e ulivi e da una fantastica vista panoramica sul lago. Una passeggiata con il Signor Luigi accompagnerà i visitatori attraverso i filari dove nasce l’uva di chardonnay, pinot nero e pinot bianco e “racconterà” la storia e la produzione del Franciacorta, per poi spostarsi in quella piccola cantina dove sostano per anni le bottiglie.
PIC_0293Al termine, con i Personal Sommelier di Stappo, ecco la degustazione di tutti i Franciacorta (rigorosamente millesimati) e del suo favoloso rosato “Venus”, accompagnati da stuzzicanti passaggi tipici e dal suo caratteristico olio evo biologico.
Nel pomeriggio ci si trasferirà a Ome, nella tenuta dell’azienda agrituristica Al Rocol dove Gianluigi e Francesca, eredi della famiglia Castellini, si dedicano ai loro incomparabili vigneti, coltivati su terrazzamenti da “viticultura eroica”, date le elevate pendenze e le non poche difficoltà nel lavorare queste terre. Uno spettacolo da non perdere…
unnamed (2)Intorno alla cantina, la famiglia ha poi costruito quello che per i loro avi era un sogno: uno spazio dove vivere a stretto contatto con la natura, conoscere le vecchie tradizioni agricole, deliziare il palato con del cibo nostrano e genuino, da gustare e degustare con vini spumanti D.o.c.g. della Franciacorta.
Sarà dunque questo in ordine il programma: prima la vigna, poi la cantina, in seguito una degustazione cantina-Al-Rocol-992x582e infine una cena tipica dove apprezzare il perfetto connubio cibo e vino del territorio.
Chi vorrà, potrà inoltre trascorrere la notte in una delle rilassanti camere della struttura e al risveglio apprezzare la dolce colazione del luogo.
In vino Stappo veritas, Buon Franciacorta…

Tour Franciacorta comprensivo di visite, degustazioni, aperitivo e cena: euro 110 a partecipante (euro 149 con pernottamento). Trasferimenti con mezzi propri.

Per le iscrizioni [email protected] indicando nome e numero delle persone, recapito telefonico e specificando se si desidera partecipare solo al Tour o se si sceglie anche il pernottamento. Conferma e bonifico entro il 20/04 su IBAN: IT46W0344033150000000979500

Per ulteriori informazioni [email protected] o 3386667229 3662252252

image001STAPPO, YOUR PERSONAL SOMMELIER

Marco, Luca, Maria Grazia: tre giovani imprenditori che hanno saputo trasformare la propria passione per il buon vino in una start up di successo che svela l’arte di un “nuovo” mestiere.
Nuovi mondi e nuovi modi di intendere, raccontare, spiegare i “sapori del vino” sono la sintesi del progetto da cui nasce STAPPO, professione PERSONAL SOMMELIER.
Descrivere luoghi e cultura, illustrare tradizioni e innovazione in una proposta originale che esprima tutto il fascino della viticoltura, della vinificazione, della degustazione.
Il team di STAPPO offre servizi di sommelerie mirati su tutto il territorio e organizza tour dedicati in cantine per aziende, privati e per i visitatori stranieri, oltre a fornire consulenze su abbinamenti food-wine, “emozionare” con eventi-degustazione e “incantare” con il suo SOMMELIER A DOMICILIO, professionisti in grado di spiegare nel dettaglio “profumi e sentori” di ogni singola etichetta selezionata.
STAPPO è anche… ENONLINE.
Una e-commerce sfiziosa e di nicchia, con etichette ricercate personalmente e accuratamente, cantine e vini di singoli produttori che rispondono a rigidissimi criteri di selezione.
In vino STAPPO veritas.

STAPPO, IL NOSTRO VINO SI RACCONTA

Noi PERSONAL SOMMELIER di STAPPO amiamo “servire” l’arte del mestiere accompagnata dal sapere del vino, il nostro “mezzo” per coinvolgere platee di persone e singoli individui.
Viviamo un rapporto con il vino speciale, mirato a ogni opportunità e occasione, dalla realizzazione di banchi dedicati con abbinamenti food appropriati a corsi di degustazione per un approccio iniziale alle tecniche.
Con la nostra guida e il nostro supporto promuoviamo visite personalizzate a cantine selezionate per “accendere” la passione per il buon bere attraverso un percorso esclusivo di storytelling ed emozioni.
Dove, come, quando, perché: i PERSONAL SOMMELIER di STAPPO creano eventi “su misura”, entrano nelle vostre case come figure professionali che offrono quel servizio speciale in grado di spiegare nel dettaglio “profumi” e “sentori” di etichette selezionate.
Scelte con grande cura e attenzione su tutto il territorio, le stesse che poi attraggono i nostri clienti su quell’Enonline particolare che valorizza ogni singola cantina e ogni singola bottiglia “raccontata” nell’e-commerce del nostro sito.
In vino STAPPO veritas!

MARCO MAURI – Your Personal Sommelier

“La mia infinita passione per il vino parte da molto lontano, fin da quando, ancora ragazzo, trascorrevo intere ore nelle Langhe con papà, stregato da quell’eden di dolci colline che dalle coltri di nebbia invernale si trasformavano con la bella stagione in scenari rigogliosi e assolati.
Via via, in età della ragione, mi avvicino al Nebbiolo, ne rimango stupito e attratto dall’elegante potenza che sa trasmettere in quei pochi sorsi che valgono infinite sensazioni.
Studio a fondo il Barolo e i vini di Bolgheri, espressione di una terra intrigante, fino a pochi decenni fa espressione di piantagioni di tabacco che lasciano spazio nel tempo a produzioni di vini dalle caratteristiche uniche per profumi e calore.
Nel mio viaggio ininterrotto alla ricerca di vini e vignaioli in ogni regione d’Italia vivo emozioni, scopro sensazioni, raccolgo ricordi che mi aiutano ad alimentare l’arte di un mestiere che esprime tradizione e spinge all’innovazione.
Il diploma AIS del 2014 e il successivo Master in vinicoltura conseguito in Oltrepò Pavese mi permettono di maturare esperienze importanti, di supporto e collaborazione in occasione di numerosi eventi con delegazioni ufficiali della nostra Associazione, fino ad avviare un nuovo percorso personale e professionale.
Il mio motto: il vino non disseta ma deve appagare… “.

LUCA INTELLIGENTE – Your Personal Sommelier

“I miei primi incontri ravvicinati con il vino risalgono all’adolescenza, quando papà Giuseppe, la domenica mezzogiorno, mi portava nella sua fornitissima cantina a prendere quelle bottiglie che di volta in volta sceglieva per accompagnare i prelibati piatti di mamma Rosangela, cuoca di grande tradizione o, spesso e volentieri, preparati da lui stesso, appassionato cultore di enogastronomia.
Inizio a “formarmi” così, assorbendo i principi elementari della sua lunga esperienza di cantiniere iniziata in giovane età, nel rispetto e nell’educazione di degustazioni in modica quantità, volte a comprendere ogni singola diversità.
Piccole esperienze che riaffiorano a distanza di anni, curioso di approfondire la conoscenza, comprendere, in ambito più professionale, aspetti e caratteristiche, valutarne la qualità e gli eventuali difetti.
Ottengo dunque il diploma di Sommelier che, oltre a darmi la possibilità di “vivere” il vino esplorando nuovi modi e contesti, rappresenta oggi la mia passione-professione.
Nel ricordo di quelle piacevoli e genuine domeniche in famiglia… “.

MARIA GRAZIA SALATINO – Operation Officer

“Ho scelto di affiancare alla competenza dei Personal Sommelier la mia esperienza di consulente retail nel Quadrilatero della Moda di Milano, perché credo in una mission ben precisa: portare l’incanto del vino nelle location più esclusive e prestigiose e in “case e casi” particolari.
Affascinata dai DiVini racconti di Marco e Luca, sento il desiderio di “dar vita e luoghi” alle loro speciali emozioni affinché ognuno possa vivere sensazioni straordinarie attraverso percorsi sensoriali e contaminazioni creative. Ovviamente in compagnia di eccellenti vini.
Il mio sogno: il Personal Sommelier Prêt-à-Porter… “.

www.stappo.wine

Libera la cultura! il 29 aprile Invasione Digitale di Barni (CO) – un paese in posa

I bambini e i ragazzi di un tempo nemmeno troppo lontano giocavano sempre per strada. Pochi oggetti: qualche sasso, i tappi delle bottiglie, un corda, dei pezzetti di legno, le biglie, una palla….con tanta fantasia tutto si trasformava in un gioco meraviglioso. Le strade e le piazze erano luoghi vivi, rumorosi, chiassosi da dove si alzava a volte un canto popolare, spesso le risate dei bambini o le chiacchiere delle signore, ogni tanto il rumore dei carretti, raramente quello delle autovetture.

Il 29 APRILE cerchiamo di riportare per le strade di Barni un po’ di questa antica SOCIALITA’ non dimenticandoci che siamo nel 2018 e non possiamo prescindere dalla socialità che oggi va per la maggiore…quella DIGITALE.

A poco meno di un’ora da Milano vi aspettiamo per scoprire il piccolo borgo di Barni e le sue bellezze, il museo etnografico a cielo aperto “Un paese in posa” e la Chiesa di San Pietro e Paolo, gioiello romanico, il tutto accompagnato da GIOCHI ANTICHI E NUOVI e possibilità di assaggiare il BUON CIBO locale.

Barni_invasioni digitali_teaser
INVADI ANCHE TU BARNI INSIEME A NOI

SCOPRI LE SUE BELLEZZE
FOTOGRAFALE E CONDIVIDILE SUI SOCIAL con gli hashtag#invasionidigitali #unpaeseinposa

IMMERGITI NEL NOSTRO BORGO RICCO DI STORIA, SCORCI, MESTIERI

LASCIATI INCANTARE DALLA STORIA DI OGNI OGGETTO ESPOSTO NEL MUSEO FOTOGRAFICO A CIELO APERTO

RITORNA BAMBINO CON I GIOCHI DI UN TEMPO

LIBERA LA CREATIVITA’ NEI LABORATORI A TEMA

IMPARA COSE NUOVE ALLE DIMOSTRAZIONI DI VECCHI SAPERI

#memoria #cultura #tradizione #turismo #divertimento

Durante la giornata troverai (programma in aggiornamento)

– visite guidate al percorso fotografico UN PAESE IN POSA
ore 11,00 e ore 15,00 (prenotazioni sul sito https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-11/ oppure https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-15/
a richiesta in altri orari scrivendo qui sull’evento o a [email protected]

– visita alla Chiesa Romanica di San Pietro e Paolo con i ciceroni che vi spiegheranno le sue meraviglie e la sua storia
(ore 10-12 e ore 14-18)

– CACCIA al TESORO fotografica sul percorso UN PAESE IN POSA, partenza libera in giornata, con estrazione a premi (ore 12 e ore 17) Iscrizione individuale presso la postazione CulturABarni in piazza Pio XI con contributo di 1 euro cad.

– GIOCHI della TRADIZIONE nel borgo di Barni nei vari angoli pronti per essere provati da voi e dai vostri bambini! Divertitevi come una volta e non solo!

– Gioco Social con INVASIONI DIGITALI: fotografa Barni e i suoi scorci e condividilo sui tuoi SOCIAL –Twitter, Instagram, Facebook, Pinterest, Snapchat, Linkedin con gli hashtag #invasionidigitali #unpaeseinposa #barni

– LABORATORI creativi e DIMOSTRAZIONI di vecchi saperi, dagli intrecci in legno, ai cribi, (in aggiornamento)

– PIATTI DELLA TRADIZIONE tutti da assaggiare (in aggiornamento)

Possibilità di visita guidata+pranzo/e o degustazione in una delle attività convenzionate a prezzo speciale!
Per informazioni: [email protected]

CulturABarni in collaborazione con Invasioni Digitali, Gruppo Alpini di Barni,Pro Loco Barni, Comune di Barni
Vi aspettiamo per le strade per conoscere il paese e per giocare “come una volta”. il 29 aprile trascorri anche tu una giornata in allegria con tutta la famiglia Barni!

VUOI PROPORRE UN’ATTIVITA? ORGANIZZARE UN GIOCO? AIUTARE L’ORGANIZZAZIONE? Contattaci!!

#PASSAPAROLA #barni #unpaeseinposa #invasionidigitali #liberalacultura

https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-11/

https://www.invasionidigitali.it/invasione/barni-invasioni-digitali-di-un-paese-in-posa-ore-15/

Evenmto Facebook–> it-it.facebook.com/events/1842195752740123/

Maggiori informazioni https://www.culturabarni.it/invasione-digitale-2018/

Trattori, incanto e falò: grande festa a Barni in onore del Santo più venerato dell’inverno

Sant’Antonio è uno dei santi dell’inverno più venerati in Lombardia e non solo. Anche Barni con l’aiuto di volontari e parrocchiani si prepara alla festa contadina più amata che quest’anno sarà festeggiata domenica 21 gennaio. Sant’Antonio, mercante di neve, è il santo venerato dai contadini come protettore degli animali ed in generale di tutto il mondo agricolo. Usanza non solo di Sant’Antonio ma in generale del mese di gennaio, quella di festeggiare con un falò, un fuoco propiziatorio per la bella stagione.

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A Barni non mancano le tradizioni legate a questa giornata. Durante la santa Messa in chiesa Parrocchiale delle ore 10 verrà benedetto il sale e subito dopo sul sagrato si terrà la benedizione dei trattori e mezzi agricoli. Segue l’incanto, una vendita all’asta di beni offerti dai parrocchiani il cui ricavato andrà a favore della Parrocchia che oltre alle spese correnti si sta dando da fare per il restauro della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

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La festa continua con il pranzo in compagnia in Sede Alpini a base di polenta uncia, una tradizione per questa giornata di festa dove un tempo si usava mangiare piatti più elaborati. Il programma prosegue con giochi e intrattenimenti in attesa del falò propiziatorio che verrà acceso al calar del sole sul piazzale antistante la Sede Alpini verso le 16,30.

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Il ricavato di tutta la manifestazione sarà devoluto alla Parrocchia di Barni.

Foto di Luca Mazza