Tutte le strade portano a Barzio. Il 29 agosto.

 

Presentazione del libro: “Le strade di Barzio: trasformazioni e denominazioni tra Sette e Novecento”, a Barzio, Palazzo Manzoni (via Alessandro Manzoni 12), sabato 29 agosto 2015, ore 21.00

Sarà presente l’autore Federico Oriani. Il libro è in vendita presso la biblioteca comunale di Palazzo Manzoni nei normali orari di apertura al costo di 2 euro.

 

Quando Federico Oriani mi ha chiesto di scrivere la prefazione del libro “Le strade di Barzio: trasformazioni e denominazioni tra Sette e Novecento”, ho subito pensato a quello che, ognuno di noi, si porta nel cuore percorrendo una strada, una via o una piazza del nostro paese.

Ogni strada ha una sua realtà, una sua verità, una propria storia e custodisce gelosamente tutto quello che su di essa è accaduto, dai fatti più tragici a quelli più belli, piacevoli e gioiosi.

Penso alla via Martiri Patrioti, dedicata a chi il 31 dicembre del 1944 è stato barbaramente fucilato e ucciso davanti al muro del cimitero o alla via Martiri Patrioti Barziesi che onora i nostri compaesani caduti in guerra; oppure alle strade del paese addobbate a festa che ogni anno vengono attraversate, la prima domenica di agosto, dalla statua della Madonna del Rosario (di cui quest’anno ricorre il 300°) tanto cara a tutti noi.

O ancora alle persone care che abbiamo lasciato e a cui sono state intitolate vie o piazze, come la piccola piazzetta intitolata a Enrico Arrigoni Marocco, il caro “Richetto”, che tanti di noi hanno conosciuto e hanno saputo apprezzare per il suo grande attaccamento a Barzio e alla Parrocchia.

Le vie, le strade e le piazze di Barzio e Concenedo, che hanno visto crescere e diventare grande il nostro paese, che ci hanno accolto e cresciuto, che sono tanto care a chi le ha vissute e a chi, grazie ad esse, porta nel cuore momenti di vita propria e dei propri cari sono raccontate in questo bellissimo libro scritto da Federico Oriani a cui va, con tutto il cuore, il più vero e sincero ringraziamento mio e di tutta l’amministrazione comunale.

Ringrazio inoltre la società ITB che ha creduto in questo lavoro e ha omaggiato il comune di Barzio e la biblioteca comunale con la stampa della pubblicazione pubblicazione.

Sindaco di Barzio

 

L’amministrazione comunale e la biblioteca di Barzio sono riuscite a fare di necessità virtù portando a termine il progetto nato nel 2005 di ricostruire la storia della viabilità del territorio e di ordinare le biografie dei personaggi a cui sono dedicate le strade del paese. Il tutto senza toccare il bilancio comunale continuamente minacciato dalle politiche degli enti superiori, e addirittura liberando qualche risorsa per favorire l’incremento del patrimonio librario.

Come è stato possibile il “miracolo”? Con l’intuizione di sdoppiare il libro: un’edizione completa di oltre 200 pagine che verrà caricata il 29 agosto, liberamente scaricabile, sul sito internet del Comune, e una ridotta di 64 pagine, contenente i temi più curiosi, che è stata stampata dalla Tipografia Commerciale di Lecco ed è già in distribuzione. La doppia edizione ha consentito da un lato di preservare l’integrità della ricerca e la pubblica fruizione, dall’altro di trovare nella società che gestisce gli impianti di risalita dei Piani di Bobbio la generosa disponibilità a sostenere le spese di stampa. Il volume stampato viene proposto dietro un contributo volutamente popolare di 2€, interamente a favore della biblioteca.

Il libro raccoglie i risultati di un lungo lavoro di ricerca archivistica e sul campo che partendo dai lavori stradali ha consentito di gettare nuova luce sulla viabilità complessiva della Valsassina (per la prima volta sono state ricostruite le vicende che hanno portato alla sua apertura al mondo centocinquanta anni fa con l’arrivo della prima strada carrabile e i suoi legami con la storia militare del Regno Lombardo-Veneto), ma anche sulle cappellette stradali ripetutamente citate nelle descrizioni dei lavori viari. Di seguito si riportano estratti dalla prefazione scritta dal Sindaco di Barzio Andrea Ferrari e dall’introduzione scritta dall’autore, Federico Oriani, storico che negli ultimi anni ha dato alle stampe alcuni tra i libri più meticolosi sulla storia del territorio valsassinese, dagli studi su Introbio (2006) e Ballabio (2013), alla riedizione degli Statuti medievali (2008), fino alla recente guida storico-artistica di tutte le chiese della valle (2014). Su Barzio ha curato una guida (2005), la storia del corpo musicale (2007) e quella della chiesa del cimitero (2010).

 

Introduzione dell’autore

La letteratura storiografica inerente la comunità di Barzio rappresenta un’anomalia all’interno del panorama valsassinese oltre che per la sua precoce nascita e per la sua straordinaria fioritura (merito questo del mecenatismo della Parrocchia, del Comune, delle Associazioni, ma anche di alcune iniziative private), soprattutto per la sua capacità di abbracciare e trattare diversi temi. Il numero di monografie dedicate al paese pubblicate a oggi si aggira intorno alla trentina, circa dieci volte la media dei centri circostanti, ma le storie barziesi degne di essere raccontate sono lungi dall’essere esaurite. Proprio gli stimoli lanciati da chi ci ha preceduto rendono ancora oggi le vicende barziesi un caso interessante a livello di storiografia provinciale e con queste pagine di natura interdisciplinare si vuole “mettere altra carne al fuoco” lasciando a chi ci seguirà l’onere di tirare le somme dei diversi contributi apparsi negli anni.

Il tema della viabilità locale (urbana o extraurbana) è rientrato nel novero degli argomenti di interesse per chi scrive storia solo recentemente, ma, data la sua interdisciplinarità, ha via via raggiunto posizioni sempre più di riguardo nelle pubblicazioni di storia civica. L’approfondimento dei sistemi viari locali si vale dei contributi di diverse discipline: dall’urbanistica, alla micro-toponomastica, all’odonomastica (ovvero lo studio dei nomi delle vie), alla biografia, alla storia civile e a quella religiosa. Il tema risulta quindi estremamente vasto e non può essere racchiuso in queste pagine a cui lasciamo soltanto qualche spunto per nuove indagini circa l’antropizzazione del territorio (sia dal punto di vista concreto che dell’imposizione dei nomi, siano tradizionali o di personaggi storici) e l’amministrazione locale preposta alla manutenzione e al miglioramento delle strade. Nonostante le fonti archivistiche consultate afferiscano quasi esclusivamente alla sfera civile, nondimeno si possono ricavare alcune suggestioni relative alla storia religiosa in quanto toponomastica-reti di comunicazione-luoghi di devozione sono sempre stati un unico tema inscindibile: le edicole sacre sorgevano lungo le strade e queste prendevano poi la denominazione da quelle. Le più antiche attestazioni storiche di piccoli sacelli, la massima parte dei quali purtroppo non più visibili, vengono proprio dall’analisi della documentazione relativa alle opere stradali e a queste è dedicato un apposito paragrafo del volume.

Nonostante l’unicità del tema, le vie di comunicazione, le diverse metodologie d’indagine imposte dai diversi punti di vista hanno comportato una bipartizione del testo, con una prima parte marcatamente tecnica che illustra lo stato e le trasformazioni delle strade barziesi e concenedesi dal Settecento ai primi anni del Novecento e una seconda che analizza gli odonimi, ovvero i nomi delle stesse arterie che possono avere una radice tradizionale e microgeografica (odonimi-toponimi) oppure essere dedicati alla memoria di personaggi storici (odonimi-antroponimi).

La prima parte analizza il sistema viario barziese cominciando (cap. 1) con alcune indicazioni generali e di contesto per poi procedere con una panoramica delle più antiche descrizioni e interventi di miglioria apportati alle singole strade urbane (cap. 2), extraurbane (capp. 3-4) e dell’ex Comune di Concenedo (cap. 5), autonomo fino al 1928. La seconda parte sviluppa il tema dell’odonomastica: il cap. 6 è dedicato all’introduzione del tema e alla prima mappatura dei microtoponimi barziesi esistenti alla metà dell’Ottocento come risultano dal catasto lombardo-veneto. Per l’imposizione del nome e quindi l’indicazione e il riconoscimento del territorio, questi rappresentano i più diretti antenati delle indicazioni viarie. La nascita di questo sistema e lo sviluppo in sede locale sono trattati nel medesimo capitolo, che analizza anche i toponimi che sono divenuti odonimi. Il cap. 7 presenta, infine, i profili biografici dei personaggi a cui sono state dedicate le vie barziesi. Molti di costoro, pur avendo operato lungamente per il bene della comunità, sono stati rimossi dalla memoria collettiva. L’intento del capitolo non è tanto di ricostruirne minuziosamente le biografie, quanto di tratteggiarle, per quanto consentono le fonti, e di identificare le motivazioni per cui hanno meritato un ricordo imperituro. Per completezza sono stati inseriti tutti i personaggi, anche quelli che probabilmente non hanno nemmeno mai udito il nome di Barzio.

La fonte principale e insostituibile della ricerca è costituita dal titolo inerente le opere pubbliche degli Archivi Comunali di Barzio e di Concenedo, le cui informazioni sono state integrate dalle notizie rinvenibili tra la documentazione conservata negli Archivi di Stato di Como e di Milano e altri archivi pubblici locali, nelle fonti bibliografiche e in quelle giornalistiche.

 

 

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