Schmuggler im Tessin 1950#Contrabandists in Ticino 1950

Sapete che cos’è una bricòla o cosa significa de sfroos?

contrabbandoLeggete o ascoltate il testo di questa canzone in dialetto comasco, o meglio tramezzino, che si intitola Ninna Nanna del contrabbandiere ed è tratta dal CD Brèva & Tivàn della Davide Van De Sfroos Band (Ninna nanna del contrabbandiere, Davide van De sfroos)

Ninna nanna, dorma fiöö …/El tö pà el g’ha un sàcch in spala/e’l rampèga in sö la nöcc…/Prega la löena de mea fäll ciapà/prega la stèla de vardà in duvè ch’l và/prega el sentèe de purtàmel a cà…

(Ninna Nanna, dormi figliolo…/E tuo padre ha un sacco in spalla/e si arrampica sulla notte…/Prega la luna di non farlo prendere/prega la stella di guardare dove va/prega il sentiero di portarmelo a casa…)

Ninna nanna, dorma fiöö …/El tö pà el g’ha un sàcch in spàla/che l’è piee de tanti ròpp:/el g’ha deent el sö curàgg/el g’ha deent la sua pagüra/e i pàroll che’l po’ mea dì…

(Ninna Nanna, dormi figliolo… / E tuo padre ha un sacco in spalla / che è pieno di tante cose: / ha dentro il suo coraggio / ha dentro la sua paura / e le parole che non può dire…)

Ninna nanna, dorma fiöö …/che te sògnet un sàcch in spàla/per rampegà de dree al tò pà…/sö questa vita che vìvum de sfroos/sö questa vita che sògnum de sfroos/in questa nòcc che prègum de sfroos

(Ninna Nanna, dormi figliolo… / che sogni un sacco in spalla / per arrampicare dietro a tuo padre… / su questa vita che viviamo di frodo / su questa vita che sognamo di frodo / in questa notte che preghiamo di frodo)

Prega el Signuur a bassa vuus…/cun la sua bricòla a furma de cruus…

(Prega il Signore a bassa voce… / con la sua bricolla a forma di croce…)

Il Passo di S. Jorio ha costituito per molti secoli, già a partire dall’epoca romana, un’importante via di comunicazione collegando i Grigioni e Bellinzona al Lago di Como. Tra le varie mercanzie di interesse commerciale (latte, drappi, spezie, formaggi, cuoio ecc.), vi passò in epoca medioevale anche il minerale di ferro estratto dai giacimenti della Val Morobbia e della Valle di Dongo. Oggi il passo di S. Jorio è sede ogni anno, la prima domenica di agosto, dell’Incontro Italo-Svizzero, che vede riunirsi in allegria centinaia di persone.

Ma il fenomeno storico-sociale che più di ogni altro ha lasciato un’impronta indelebile sulle popolazioni e sull’immagine della sponda occidentale del Lario è senza dubbio il contrabbando (ossia la violazione al bannum, termine di origine spagnola che indica il bando, cioè la legge). Le opportunità offerte dalla Svizzera, posta appena al di là delle creste ove corre l’Alta Via del Lario, rappresentarono per oltre un secolo una tentazione troppo forte per le popolazioni locali, fortemente disagiate sotto il profilo economico, al punto che il contrabbando venne un po’ da tutti considerato un lavoro di supporto all’economia locale, di fatto equiparato ad una qualsiasi altra occupazione. Artefici della pratica, dall’’800 sino ai primi anni ’70 del Novecento, furono tenaci e coriacei valligiani denominati spalloni o sfrosatori (dal termine dialettale sfroos, attività di frodo), abilissimi nel conoscere e percorrere ogni angolo di frontiera, per quanto impervia essa fosse, trasportando carichi di 30-35 kg di mercanzie ed altrettanto impavidi nello sfuggire ai doganieri gettandosi rotolando a capofitto lungo i pendii erbosi. Alla buona riuscita dello sfroso contribuivano svariati stratagemmi, come l’impiego di un apripista, lo stellone, o quello di linguaggi convenzionali. Nei recipienti utilizzati dagli spalloni, le bricolle, rette da polloni di castagno o nocciolo snervati e attorcigliati, trovavano posto svariati generi alimentari, riso, saccarina e sale, almeno sino al secondo conflitto mondiale, e sigarette (le bionde) nel dopoguerra. Caricate sui sandolini, snelle imbarcazioni dal fondo piatto, le bricolle erano trasportate nei paesi rivieraschi del Triangolo Lariano e da qui smistate in Brianza. Dell’epopea degli sfrosatori restano i racconti riportati sulle pagine dei quotidiani locali o tramandati per via orale. La loro importanza non risiede ovviamente nell’esaltazione di un’attività illegale bensì nell’intrinseco valore testimoniale di un momento storico e di una società del tutto peculiare.

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