BELLAGIO

Bellagio Vintage

IL LUOGO. 

Situata nella Provincia di Como, Bellagio ha poco più di tremila abitanti ed è soprannominata “La perla del Lario” per la bellezza del suo borgo e dei suoi panorami. Bellagio è indubbiamente uno dei luoghi più belli dell’Italia Settentrionale, tanto da attrarre visitatori entusiasti da tutto il mondo durante tutto l’anno.
La sua pittoresca posizione, proprio in mezzo ai due rami del lago, contribuisce a un piccolo “miracolo” climatico: Bellagio conserva infatti un microclima temperato paragonabile a quello della riviera ligure. Una caratteristica che ha fatto del paese una delle prime destinazioni vacanziere dell’Italia del Nord, già ai tempi degli antichi romani.
La località è particolarmente amata da ciclisti e motociclisti per la bellezza delle strade che costeggiano il lago. Ma una destinazione così romantica è soprattutto il paradiso delle coppie, che qui trovano un rifugio intimo e suggestivo: non per nulla, Bellagio è contesa dalle coppie di sposi che fanno a gara per celebrare qui il proprio matrimonio.
CENNI STORICI.
I primi abitanti della zona di Bellagio furono di stirpe gallica. Non per nulla, il nome di Bellagio deriverebbe proprio dal nome del comandante gallo, Belloveso (in latino Bellasium) che l’occupò intorno al 600 a.C. La posizione strategica di Bellagio non sfuggì né ai Romani né ai Longobardi e ai Franchi, durante il Medioevo. Dopo il declino sotto dominio spagnolo, si vide riemergere intorno alla metà del XIV secolo, con la potente famiglia Sfondati.Bellagio scoprì, già con i romani, le sue potenzialità turistiche (il suo clima mite convinse molti patrizi a eleggerlo come luogo di vacanza). Nel Settecento il duca Francesco Melzi d’Eril, che conduceva una brillante vita mondana, portò molti nobili e notabili dell’epoca a seguire il suo esempio e a trascorrere lunghi soggiorni a Bellagio; nell’Ottocento poi il centro si trasformò in un posto alla moda: qui soggiornarono l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe (il marito della celebre Sissi), Gustave Flaubert, Ippolito Nievo e il compositore Franz Liszt. In quel periodo cominciano ad affermarsi anche le prime realtà alberghiere, come gli hotel Genazzini, il Grand Hotel Bellagio, il Grande Bretagne, così chiamato in onore dei tanti visitatori inglesi. Quest’ultimo viene anche citato da Luchino Visconti in una scena del film “Rocco e i suoi fratelli”.
DA VEDERE.

BASILICA DI SAN GIACOMO

La Basilica di S. Giacomo è considerata a tutti gli effetti monumento nazionale. Le sue linee austere rimandano direttamente all’epoca della sua costruzione, alla fine dell’XI secolo, ma in realtà sono frutto di un paziente restauro degli inizi del Novecento, che ha permesso di recuperarne l’essenzialità sotto la cascata di orpelli tardo–barocchi. Incute un profondo senso di rispetto, quasi di timore; il campanile, in effetti, è ricavato da una torre difensiva. Si è però deciso di lasciarlo unito alla sua chiesa, che completa perfettamente nello stile. All’interno preziose tavole dipinte di scuola umbra e lombarda, risalenti al Quattrocento, convivono con sculture romaniche, quadri di stile barocco, di cui uno attribuito al Perugino e un altro al Foppa. Tra le opere d’arte si può ammirare un “Cristo morto” del XII sec.

CHIESA DI SAN GIORGIO

La Chiesa di San Giorgio è una piccola chiesetta romanica che risale, come la Basilica della città, all’XI–XII secolo (è datata tra il 1080 e il 1120). Lo stile è riportato nei muri perimetrali in conci di pietra, nelle finestre a strombo e nel piccolo portale. Singolare è il campanile a cavalcioni, lungo Salita Genazzini. All’interno, si può ammirare un affresco risalente all’XI secolo della Madonna della Cintura, la cui statua lignea tradizionalmente viene portata in processione la seconda domenica di settembre.

MUSEO DEGLI STRUMENTI DELLA NAVIGAZIONE

A mezz’ora di cammino dal centro storico si trova il Museo degli Strumenti della Navigazione, che ospita un’interessante collezione di oltre 200 oggetti nautici risalenti al XVIII secolo: cannocchiali, astrolabi, grafometri, ottanti, tutti oggetti che aiutarono grandi navigatori ad ampliare gli orizzonti del viaggio. Dopo una visita al museo, anche il lago sembra più grande.

MUSEI E VILLE.

VILLA MELZI D’ERIL

Conosciuta sin dall’antichità come località di villeggiatura, Bellagio vanta alcune delle più belle ville del lago di Como. Tra tutte spicca, in particolare, Villa Melzi d’Eril, l’antica residenza estiva del duca Francesco, stretto collaboratore e amico personale di Napoleone Bonaparte. Lo stesso imperatore fu tra gli ospiti più celebri della villa, in cui soggiornarono anche Stendhal e il compositore Franz Liszt, che scrisse la sonata D’après une lecture du Dante ispirato dalle statue del giardino.Le linee delicate ed equilibrate della struttura si devono all’architetto Giocondo Albertolli, tra i più importanti esponenti del Neoclassicismo. Ai decori hanno contribuito artisti di grande rilievo, come Andrea Appiani e Antonio Canova. L’interno della villa è chiuso al pubblico, ma da marzo a ottobre i giardini, progettati da Luigi Canonica e Luigi Villoresi, sono aperti ai visitatori.Il parco è frutto di un’attenta progettazione, anche se l’impressione finale è quella di una “natura spontaneamente ordinata”. Passeggiando per i viali sarà possibile ammirare diversi ambienti: il giardino giapponese, il chiosco moresco, il giardino roccioso. Il biglietto consente di visitare anche la cappella di famiglia, immersa nel verde, un piccolo museo ricavato da una serra per gli alberi d’arancio e una terrazza da cui si gode un incantevole panorama del lago.

VILLA SERBELLONI

Villa Serbelloni risale al 1400. Nel Cinquecento i Serbelloni la abbellirono e la dotarono di un enorme, splendido giardino all’italiana. Trascurata per anni, alla fine dell’Ottocento fu ceduta come dependance all’Hotel Grande Bretagne. La villa divenne quindi un albergo finchè venne comprata dalla principessa Ella Walker, che alla sua morte, nel 1959, lo lasciò in eredità alla Fondazione Rockfeller. L’organizzazione filantropica ha deputato la villa a luogo di soggiorno e incontro per studiosi. I giardini del XVIII secolo, però, sono aperti al pubblico per visite guidate da aprile a novembre.

ALTRE VILLE

Altre ville di Bellagio, chiuse al pubblico ma ammirabili dall’esterno durante una passeggiata o una gita sul traghetto, sono Villa Giulia –costruita alla fine del Settecento – , Villa Trotti – con una particolare facciata in stile moresco – e Villa Trivulzio–Gerli, il cui parco ospita la chiesa romanica di S. Maria di Loppia.

DA NON PERDERE.

Oltre che per la bellezza del suo borgo e la dolcezza del clima, Bellagio è stata eletta la “Perla del Lario” per la centralità dalla sua posizione. Da qui partono sentieri per indimenticabili esperienze di passeggiate o trekking che permettono di scoprire scorci magnifici. Inoltre è una meta apprezzata dai motociclisti – che approfittano delle splendide strade panoramiche tutt’intorno al paese – e offre la possibilità di praticare molti altri sport come equitazione, windsurf, sci nautico, e di prendere lezioni di barca a vela e di parapendio.Anche i ciclisti conoscono bene le strade di Bellagio e dintorni. Nel vicino comune di Magreglio si trova infatti il santuario della Madonna del Ghisallo. La struttura della chiesetta rivela un’origine molto antica: il nucleo principale risale infatti all’XI secolo. Nel Quattrocento il conte Ghisallo scampò a un assalto di briganti proprio in prossimità della cappella; convintosi che la sua salvezza fosse opera della Vergine, decise di ampliare ed abbellire la chiesa. Il legame con la bicicletta si deve invece alla sua posizione, al termine di una faticosa salita che per comodità i fedeli preferivano compiere in bicicletta piuttosto che a piedi. Oggi la Madonna del Ghisallo è conosciuta anche all’estero e attira frequentemente gruppi di sportivi che uniscono il viaggio spirituale al piacere dello sport. Vicino al santuario si trova anche un piccolo museo dedicato al ciclismo.Per gli appassionati di mercatini, l’appuntamento è a fine luglio con la Fiera di San Giacomo, quando il Lungolago si anima di bancarelle colorate piene di oggetti d’artigianato e specialità tipiche.

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