Scuola sci al Monte San Primo. Sulla pista noleggio sci, bob e ciaspole.

Alla Scuola di Sci MONTE SAN PRIMO insegnano i maestri di sci di Bellagio (CO) e dintorni.
Per prenotare un corso di sci o lezioni private (singole o di gruppo) potete recarvi nella sede della scuola situata in Loc. S.Primo, 4 c/o Albergo La Genzianella – 22021 Bellagio (CO).
In alternativa potete contattare la scuola di sci telefonicamente al numero 031/964734 o via fax al numero 031/964734 .

Sulla pista noleggio sci, bob e ciaspole  (il sabato e la domenica).

Viaggio al Museo Etnografico di Tirano. Intervista a Bruno Ciapponi Landi.

bruno ciapponi landi

Un luogo, una storia, un progetto. Quello del Museo Etnografico di Tirano. Un museo che con le sue raccolte ha l’ambizione di costituire solamente la parte visibile di un sommerso e capillare lavoro di ricerca sugli usi e costumi del mondo popolare locale a cui si dedicano con passione gli studiosi che operano nel suo ambito. E un conservatore, Bruno Capponi Landi, che con passione e competenza si dedica alla sua cura e promozione. Proprio con lui diamo il via alla conoscenza del Museo e della storia che ha portato alla sua costituzione. Il Museo Etnografico Tiranese è il “prodotto conclusivo” dell’attività di un sodalizio culturale giovanile sorto a Tirano nel 1962 allo scopo di offrire una sede autogestita, non confessionale né partitica al libero dibattito. Esaurita nel giro di dieci anni la sua carica iniziale e pressoché sostituiti tutti i soci, il sodalizio sembrava avviato a concludere la sua esperienza. A ridare slancio all’attività giunse il nuovo interesse per la cultura locale, che stava accendendosi un po’ ovunque sull’onda della ripresa degli studi etnografici e della connessa produzione editoriale. Quando nei primi anni Settanta la Regione Lombardia varò le prime leggi sulla cultura il sodalizio possedeva già una raccolta di documenti sulla civiltà contadina e montanara valtellinese esposta nella sua sede. Da lì alla fondazione del Museo il passo fu breve.

Come si colloca il Museo nell’ambito del territorio valtellinese?

Niente di più legato al territorio di un Museo Etnografico. Il nostro poi nasceva nell’antico albergo costruito nei primi anni del ‘500 presso la basilica-santuario dell’apparizione della Beata Vergine di Tirano: il luogo simbolo della religiosità valtellinese e al tempo stesso il massimo luogo di identificazione collettiva popolare della valle. Se infatti dal santuario veniva il consolante messaggio trascendente, legato a uno straordinario evento di natura religiosa, dall’andamento delle fiere di merci e bestiame che si svolgevano annualmente nella sua grande piazza era dipesa per secoli l’economia della intera valle. Tirano e il suo santuario sorgono infatti nel massimo crocevia della provincia che permette di muoversi non solo sull’asse viario Bormio-Milano, ma anche di scendere dall’Aprica lungo la Val Camonica o di raggiungere l’Engadina attraverso la Valle di Poschiavo e il Bernina. Non c’era proprio un luogo più adatto per costituire un museo per documentare e studiare la cultura popolare valtellinese.

Quale sede per il Museo Etnografico?

Dal 1990 il Museo ha sede nella Casa del Penitenziere appositamente restaurata dal Comune di Tirano. Si tratta di una elegante dimora settecentesca che si affaccia sulla piazza della basilica dove sono state ordinate le raccolte. All’ultimo piano sono esposte testimonianze delle attività contadine (agricoltura, allevamento, caseificazione, trasporti), della vita domestica (in una autentica stüa è stata allestita la camera da letto mentre per la cucina si è proceduto ad una parziale ricostruzione d’ambiente). Nell’atrio sono visibili documenti attinenti il commercio (pesi e misure), la caccia, la pesca, la macellazione del maiale e l’illuminazione prima della diffusione della luce elettrica. Nel piano sottostante, oltre alla direzione, hanno trovato sede la stanza della tessitura e quella dedicata agli splendidi paramenti donati nel 1636 al santuario dal cardinale di Richelieu, primo ministro di Francia. Al piano terreno sono sistemati la saletta delle esposizioni, la stanza degli attrezzi dei mastri carraio e bottaio e dello stagnino itinerante, mentre nel più ampio locale sono stati collocati un portone intagliato, una cassaforte, la raccolta di serrature, chiavi, picchiotti e la bara da trasporto del sec. XVIII con alcuni manufatti cimiteriali in ferro battuto. Nell’interrato sono stati montati un monumentale torchio vinario con grande vite di legno ed un frantoio per la produzione di olio di noci. Degne di nota sono ancora, una pentolina di epoca romana, un’ascia della tarda età del Bronzo ed una splendida cassa dotale intarsiata datata 1711. Il Museo possiede anche una fototeca, una cineteca, una collezione di circa 2000 cartoline di soggetto valtellinese ed una raccolta di stampe.

Che riferimento è il museo per la ricerca in ambito locale?

Per le attività scientifiche e di ricerca il museo si avvale di un comitato di esperti e della collaborazione dell’IDEVV, l’Istituto di dialettologia e di etnografia valtellinese e valchiavennasca, che ha concorso a fondare nel dicembre del 1999 al quale fornisce sede legale e amministrativa. Attraverso il comitato e autonomi gruppi di lavoro sono state condotte diverse ricerche alcune delle quali sfociate in mostre e pubblicazioni. Penso alla mostra dei manufatti di legno intrecciato, a mostre fotografiche, alle raccolte di proverbi, ai libri su usi e costumi. Le ricerche più importanti hanno riguardato l’emigrazione e hanno visto il Museo impegnato come centro operativo di studi e ricerche patrocinate dalla Provincia di Sondrio che hanno visto direttamente impegnati l’Istituto di geografia umana dell’Università degli Studi di Milano e le Università australiane di Perth e di Melbourne. Sull’argomento ha curato anche la pubblicazione di alcuni importanti studi e la costituzione di un archivio delle lettere degli emigranti, una straordinaria fonte di notizie. Ma naturalmente il Museo segue ricerche del tipo più svariato, in dipendenza delle informazioni che gli giungono, degli oggetti che acquisisce, delle richieste che riceve da altri musei e soprattutto nel quadro della assistenza agli studenti impegnati nelle tesi.

Ci può parlare di qualche  iniziativa legata al Museo?

Fra le più significative c’è senza dubbio l’attenzione costante ai rapporti con le vicine valli di lingua italiana del Canton Grigioni che si concreta in varie iniziative di scambio culturale, mostre, conferenze e incontri. Al Grigioni ci uniscono quasi trecento anni di storia comune, ma i rapporti sono intensi anche con il Canton Ticino con il quale non sono mancati del resto storici rapporti. Il nostro massimo impegno è ora per l’Istituto di dialettologia e di etnografia valtellinese e valchiavennasca, che il Museo ha concorso a fondare nel dicembre del 1999 al fine di assicurare la raccolta e lo studio dei termini dialettali locali che nella loro straordinaria varietà testimoniano l’identità più profonda delle comunità e portano con sé le tracce del loro percorso storico. Abbiamo avviato un progetto pluriennale per la realizzazione di del “Vocabolario dei dialetti delle valli dell’Adda e della Mera” (le due valli che costituiscono la provincia). Non si tratta di una pubblicazione, ma di una banca dati informatizzata, in continuo aggiornamento in cui via via vanno confluendo i vocabolari già realizzati e i vocaboli raccolti.

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INFO

Il museo ha la propria sede nella settecentesca “Casa del Penitenziere” che si affaccia sulla storica piazza del Santuario della Madonna di Tirano. Le sue raccolte documentano la cultura contadina e montanara valtellinese spaziando dagli attrezzi della vita quotidiana a quelli del piccolo artigianato e legati alle attività economiche: produzione vinicola, agricoltura, allevamento, caseificazione, lavorazione del bosco.

In un’autentica stüa è stata allestita la camera da letto delle antiche case valtellinesi, mentre l’ambiente della cucina è stato fedelmente ricostruito.

Oltre all’arte povera, nel museo è documentata anche l’arte colta: una stanza ospita infatti i preziosi e splendidi paramenti donati nel 1636 al vicino Santuario dal cardinale duca di Richelieu. Significativo l’apporto del museo alla ricerca etnografica e dialettologica e agli studi sull’emigrazione.

 Scarica la Cartolina

Museo Etnografico Tiranese

Piazza Basilica, 30Madonna di Tirano
23037 Tirano
tel. 0342 701181
fax 0342 701181

e-mail [email protected]

http://museotirano.provincia.so.it

Orari di apertura:

Giugno/settembre: martedì-domenica 10.00-12.00, 15.30-18.30
Ottobre/maggio: sabato 10.00-12.00, 14.30-17.30
Visite fuori orario su prenotazione

Da Milano a Como per una gita di un giorno

gita sul Lago di ComoMini crociere, giardini botanici, windsurf a meno di un’ora da Milano. Una gita fuori porta che si può anche organizzare  in giornata. Scrittori, poeti e attori hanno scelto il Lario per le loro vacanze e per cercare ispirazione. L’Isola Comacina è l’unica isola formatasi nel terzo lago italiano per grandezza e oltre a Manzoni, anche Alfred Hitchcock amava questa location e soggiornava in una locanda proprio sull’Isola. Ultimo in ordine cronologico, l’arrivo di George Clooney che da qualche anno ha acquistato una villa a Laglio, uno dei paesi più antichi delle sponde del lago.

Piacevole il bagno, soprattutto nell’alto lago, in località come Dongo, Sorico, Bellagio e Torno, dove ci sono lidi attrezzati comodi anche per chi ha dei bambini. Il lago di Como è anche navigabile con diverse imbarcazioni tra cui mini crociere. Ad esempio, l’escursione da Como a Bellagio e ritorno parte la mattinata e ritorna il pomeriggio o la sera (info navlaghi.it / 800 551801).
Anche Trenord propone il pacchetto Girolario con un unico biglietto da Milano a Como o Lecco e viceversa. Due gli itinerari proposti: in treno da Milano a Como (la stazione si trova proprio nei pressi dell’imbarcadero), poi viaggio in battello fino a Lecco, con sosta a Bellagio, e ritorno in treno da Lecco a Milano. Il secondo: in treno da Milano a Lecco, poi spostamento all’imbarcadero e viaggio in battello fino a Como, con sosta a Bellagio, e ritorno in treno da Como a Milano (info trenord.it).

 

VITA SUL LARIO