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Teresa e le patate

teresa-e-le-patate-Grazie a Teresa, che certamente per prima le coltivò nel comasco, le patate divennero col tempo un alimento prezioso per i contadini di allora e una risorsa per semplici e gustose ricette culinarie di oggi.
Questi libro tenta allora di essere simile a una passeggiata, assai poco faticosa, possibilmente curiosa, per i luoghi della vita di Teresa , in una Como immaginata e sospesa tra il Settecento e l’oggi, negli acquarelli di Anna Castiglioni.
Un passo dopo l’altro, pagina dopo pagina, il racconto di Licia Badesi, che ha portato alla luce le poche testimonianze scritte della vita di Teresa sepolte nell’Archivio di Stato, ritrae una Teresa molto concreta: nobile ma non ricca, alle prese con le sperimentazioni nelle pratiche agricole e le pertiche di terra da far rendere, le figlie da sposare, un figlio forse ribelle, qualche dissapore famigliare.
Un altro po’ di strada e, grazie a Pietro Berra, scopriamo la stima e l’ amicizia tra donna Teresa e il grande scienziato Alessandro Volta. E poi incontriamo Enzo Pomentale, che ci propone di infilare la viuzza laterale dell’ironia…inseguendo un profumo di cucina e letteratura, mentre Alberto Schieppati ci invita a varcare la soglia poetica di uno “spaesamento del gusto”.
A tutti loro va il mio grazie, perchè mi hanno aiutato a passeggiare nella vita di una donna che ha lasciato un segno – con modestia e determinazione – nella storia alimentare di Como. E poiché amo il cibo e la cucina, non posso che esserle grata.
Quanto a me, ho approfittato di queste pagine per lanciare il mio messaggio antispreco, attraverso alcune ricette virtuose a base di patate, con i suggerimenti di qualche amica, per non buttare mai via quel prezioso frutto della Terra e del lavoro dell’uomo che è il cibo.

titolo Teresa e le patate
sottotitolo Passeggiata in punta di piedi nella vita di Teresa Ciceri
autori Pietro Berra
Licia Badesi
Enzo Pomentale
curatore Monica Molteni
illustratore Anna Castiglioni
editore New Press
formato Libro Libro
genere Territorio
collana Territorio
pagine 48
pubblicazione /1/2017
ISBN/EAN 9788893560283

#amarcord a Bellagio… i Giochi Interhotel

Negli Anni ’60 si disputarono a Bellagio varie edizioni dei “Giochi Interhotel”, una sorta di Olimpiade ispirata alle discipline alberghiere cui partecipavano lavoratori ed esercenti degli Hotel di Bellagio e del Lago.
La singolare manifestazione fu ideata dal Maestro Scacchia e da alcuni storici albergatori bellagini: e ricordo mio padre Carlo con i suoi amici carissimi Renato Ketzlar e Arturo Leoni, e ricordo il contributo fondamentale di tante persone che resero possibile quel progetto, come l’Ing. Bucher, il grande Ambrogio Bifolco, il signor Marcolini, Maitre al Grande Bretagne, e il Direttore del Grand Hotel, signor Pontesilli.
Replicati per qualche anno in Piazza Mazzini ad ogni fine stagione, i Giochi Interhotel, oltre a rappresentare in modo esemplare la tradizione turistica di Bellagio gratificando nel contempo i tanti lavoratori del settore, ebbero il seguito di un grande evento popolare che appassionava tutti i bellagini e molti turisti.
Al Campo Sportivo, un Torneo di Calcio vedeva fronteggiarsi le rappresentative dei grandi alberghi del lago, con memorabili sfide tra il G.H. Villa d’Este, il G.H. Villa Serbelloni e il Grande Bretagne, che si susseguirono nel sollevare il Trofeo.
Interrotti per alcuni anni, anche a causa delle acerrime rivalità che animavano il Torneo di Calcio, i Giochi Interhotel vennero ripresi alla fine degli anni ’60, con un paio di edizioni più moderne e spettacolari, una delle quali in notturna, dove la corsa nei sacchi, quella in coppia a gambe legate e i cento metri a ritroso o con l’uovo in bocca, che caratterizzavano le prime edizioni come una festa di paese, lasciavano il posto a gare più sofisticate e complesse, elegantemente rappresentative delle varie mansioni alberghiere. I camerieri si impegnavano in un percorso con vassoio e bibite, le cameriere gareggiavano nel rifare i letti, i facchini correvano con le valige, i cuochi cucinavano crêpes, gli albergatori e i receptionist si sfidavano a freccette. Al mio fianco, per l’ideazione e l’organizzazione di quei nuovi giochi, ricordo il contributo determinante di amici quali Alberto Serena, Guido Crespi e l’indimenticabile, immenso Aristide Sala, maestro di calcio e di vita.
La bellissima testimonianza e le immagini sono di Giorgio Melazzi nel gruppo Sei di Bellagio se… di Facebook

Un pomeriggio a Villa Melzi a Bellagio

Sul lungolago occidentale Villa Melzi d’Eril è un palazzo con la fronte rivolta al lago che venne ultimata nel 1810, impostata con semplici e severe linee neoclassiche progettate dall’architetto Albertonelli. Tra le numerose opere che si trovano all’interno ci sono anche diverse tele dell’Appiani e sculture del Canova. Il giardino è il più vasto e il più bello, tra quelli delle varie ville che si affacciano sul lago, ed è il primo esempio di giardino all’inglese sul Lario. Rrealizzato con grande cura, sparse qua e là si trovano sculture egizie, etrusco romane, rinascimentali e neoclassiche. Qui soggiornarono personaggi famosi come Stendhal e Franz Liszt.

foto da internet