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Street Fud Festival. Il verde torna in piazza

Dopo il successo degli ultimi due anni con piu di 60.000 visitatori torna per la terza volta ad Erba (CO) lo Street Food Festival.
In questi giorni Erba è di nuovo il regno della primavera e del gusto. Il 13-14-15 aprile Street Fud Festival ha portato in strada i suoi cibi squisiti e il meglio del divertimento in una straordinaria “Primavera Edition” tra bellissimi fiori, profumi e colori magici, conferenze, concerti, musica, divertimento, birra e cibo di strada.
Un evento da non perdere assolutamente.

Foto Luca Mazza

Teresa Ciceri Castiglioni al Museo Giovio di Como

Teresa Ciceri Castiglioni è un’agronoma illustre, amica di Alessandro Volta, vissuta a Como nella seconda metà del ‘700. Di lei non ci era pervenuto alcuno scritto autografo ma negli ultimi anni è stato ritrovato nell’Archivio Notarile di Stato il testamento scritto di suo pugno. Teresa è una donna che ha avuto un ruolo nell’agronomia lombarda, riconosciuto anche dal governo austriaco di Maria Teresa: promosse l’arte di ” pettinare, filare, torcere e tessere a maglia la scorza di lupini” come scrisse Maurizio Monti nella sua Storia di Como.  Mise a punto un sistema per ricavare filo da tessere e fare tela dai lupini, una leguminosa della famiglia delle papilionacee, frequente nei terreni acidi, e si prodigò per la diffusione, fra i contadini delle sue tenute, della coltivazione dei pomi di terra, le patate, promossa dallo stesso Volta. Per questa sua scoperta, ma soprattutto per aver introdotto nel comasco la coltivazione della patata, la Società Patriottica di Milano il 1º febbraio del 1786 la nomina “Sozia Corrispondente Nazionale per le cognizioni e lo zelo rispettivamente agli oggetti dell’agricoltura e delle arti”.

L’esperimento, insieme a Volta, della coltivazione delle patate (pomi di terra), trovò un seguace in don Mario Monti, parroco di Brunate, che nel 1832 scrisse che le qualità di patate coltivate intorno al borgo erano dieci e che il dovere di fare questi esperimenti era dei ricchi proprietari di terreni.

A farla nominare membro di questa Società Patriottica di Milano fu Alessandro Volta che, in una lettera al cavalier Landriani, scrive: “…l’abate Carlo Amoretti porterà alla Società Patriottica la tela e le altre mostre di filaccia di lupini, che presenta alla medesima Società colla descrizione delle relative operazioni, la signora donna Teresa Ciceri, dama comasca, mia singolar padrona e amica…” (da Flavia Scotti nata Castiglioni). È grazie alla sua amicizia che Alessandro Volta, ospite nella sua casa di Angera, il 4 novembre 1776 all’Isolino Partegora raccolse in alcune bottiglie di gas che si sprigionava dalla palude che chiamò inizialmente aria infiammabile per poi in seguito venire classificato come metano.

Il suo testamento del 15 aprile 1820, stilato un anno prima della sua morte, ha aperto uno squarcio sui problemi economici della sua nobile e numerosa famiglia (aveva dodici figli, sei maschi e sei femmine) in continuo bisogno di denaro contante.

Di lei parlavano documenti ufficiali, relazioni scientifiche sulla filatura dei lupini presentata nel 1784, lettere di Alessandro Volta e il suo ritratto conservato al Museo Giovio di Como che raffigura una donna di florido aspetto, vestita dignitosamente ma senza sfarzo, dall’aria decisa. Sullo sfondo una ramo di lupini e dietro un foglio fitto di scrittura a ricordare la sua relazione su come trarre da questi un filo da tessere  e, accanto alla sua mano, seminascosta una medaglia d’oro assegnatale dalla Società Patriotica per il suo impegno a promuovere fra i contadini la coltivazione delle patate. Nel Museo è anche conservato un campione di tessuto da lei realizzato.

Negli ambienti del governo austriaco della Lombardia vicini a Pietro Verri incaricato dell’agricoltura, veniva individuata come una donna impegnata nella ricerca e nello studio (“Coltissima dama signora Donna Teresa Ciceri”). Figlia del conte Giobatta Castiglioni Zaneboni, si era sposata a vent’anni con un nobile quarantatreenne, Cesare Liberato Ciceri, appartenente a famiglia prestigiosa. La coppia andò ad abitare a Como centro, in un austero complesso di cinquantanove stanze. A Camnago avevano una notevole proprietà terriera di 438 pertiche e 21 tavole, le possessioni della Rienza e della Figarola, avevano servitù domestica, balie, staffieri e massari: quello che scarseggiava era il denaro liquido e per questo è ricorrente l’accensione di prestiti e l’attuazione di vendite di appezzamenti per fare fronte ai matrimoni delle figlie e fare studiare i figli (le pertiche di Camnago si ridurranno a 385).

Teresa resta vedova a quarantanove anni, nel 1799: ora tutti i suoi sforzi sono dedicati ad accasare le figlie, a recuperare prestiti e a chiudere i debiti accesi dal marito. Il testamento che  Teresa ha scritto, l’aveva affidato al genero Giuseppe Malachisio, marito della figlia Giulia. Gli eredi designati ed esecutori testamentari sono i figli Luigi e Giacomo che vivono con la madre nel palazzo patrizio in contrada Maddalena (l’attuale via Diaz): entrambi hanno intrapreso la carriera ecclesiastica, giungendo fino al canonicato della Cattedrale. Al primo posto nelle ultime volontà, secondo la consuetudine, l’obbligo di suffragare l’anima della defunta con cento messe. Poi le disposizioni sui beni. La figlia Anna, finché resterà nubile potrà godere dell’usufrutto di 1.500 lire: se però farà un buon matrimonio ( il che accadrà prima della morte di Teresa), il lascito andrà agli eredi. A questo punto troviamo una notizia che riguarda la medaglia d’oro raffigurata nel quadro. Alle figlie lascia “una possata intera d’argento bolata T.C. perché fatta con il valore della mia medaglia d’oro regalatami dalla Società patriotica di Milano”.

Questo ci dice molto del carattere di Teresa, della sua sollecitudine nei riguardi delle figlie, del suo senso pratico, della sua assoluta mancanza di vanità: una medaglia d’oro dell’Imperiale Corte non sarà mai esibita come segno d’eccellenza, né messa in cornice, né ostentata sulla persona; si è trasformata in un oggetto d’uso comune, anche se di pregio. Altre disposizioni riguardano degli orecchini di diamanti, dei fili di perle avuti dalla suocera e convertiti in un anello del valore di 100 zecchini, biancheria e vesti lasciate alla figlia Anna a una condizione: “col patto però che dia qualche cosa alla persona che mi assisterà in mia malattia”. La prima parte del testamento si chiude con un forte invito alla concordia familiare: “infine vi lascio per ultima volontà e gran desiderio di amarvi tutti in famiglia, scordandovi di tutto il passato, che così tanto ho sempre desiderato. Vi Benedico e ratifico con la mia sottoscrizione quanto scrissi di sopra. Vostra vera madre”.

Nel retro del foglio si legge un’aggiunta in data 22 ottobre 1820. Poiché la figlia Anna si era ben accasata e non aveva più necessità, Teresa destinò 300 lire “alla povera famiglia di Palermo”, quella del figlio Pietro, che aveva lasciato Como da tempo, dando scarse notizie di sé, per cercare fortuna nei commerci in Sicilia ma che, dopo essersi sposato e avere avuto una figlia, era morto in miseria nell’Ospedale dei Poveri.

Teresa e le patate

teresa-e-le-patate-Grazie a Teresa, che certamente per prima le coltivò nel comasco, le patate divennero col tempo un alimento prezioso per i contadini di allora e una risorsa per semplici e gustose ricette culinarie di oggi.
Questi libro tenta allora di essere simile a una passeggiata, assai poco faticosa, possibilmente curiosa, per i luoghi della vita di Teresa , in una Como immaginata e sospesa tra il Settecento e l’oggi, negli acquarelli di Anna Castiglioni.
Un passo dopo l’altro, pagina dopo pagina, il racconto di Licia Badesi, che ha portato alla luce le poche testimonianze scritte della vita di Teresa sepolte nell’Archivio di Stato, ritrae una Teresa molto concreta: nobile ma non ricca, alle prese con le sperimentazioni nelle pratiche agricole e le pertiche di terra da far rendere, le figlie da sposare, un figlio forse ribelle, qualche dissapore famigliare.
Un altro po’ di strada e, grazie a Pietro Berra, scopriamo la stima e l’ amicizia tra donna Teresa e il grande scienziato Alessandro Volta. E poi incontriamo Enzo Pomentale, che ci propone di infilare la viuzza laterale dell’ironia…inseguendo un profumo di cucina e letteratura, mentre Alberto Schieppati ci invita a varcare la soglia poetica di uno “spaesamento del gusto”.
A tutti loro va il mio grazie, perchè mi hanno aiutato a passeggiare nella vita di una donna che ha lasciato un segno – con modestia e determinazione – nella storia alimentare di Como. E poiché amo il cibo e la cucina, non posso che esserle grata.
Quanto a me, ho approfittato di queste pagine per lanciare il mio messaggio antispreco, attraverso alcune ricette virtuose a base di patate, con i suggerimenti di qualche amica, per non buttare mai via quel prezioso frutto della Terra e del lavoro dell’uomo che è il cibo.

titolo Teresa e le patate
sottotitolo Passeggiata in punta di piedi nella vita di Teresa Ciceri
autori Pietro Berra
Licia Badesi
Enzo Pomentale
curatore Monica Molteni
illustratore Anna Castiglioni
editore New Press
formato Libro Libro
genere Territorio
collana Territorio
pagine 48
pubblicazione /1/2017
ISBN/EAN 9788893560283

Rally di Como: i circuiti storici nelle valli del Lago di Como

Rally di Como, suggestivo passaggio con il lago sullo sfondo
Rally di Como, suggestivo passaggio con il lago sullo sfondo

 

Il 36. Rally Trofeo Aci Como è stato presentato al Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio. Numerose le novità: prove, parchi assistenza, rally storico. Iscrizioni a pieno ritmo, persino dalla Finlandia e dal Brasile. Si chiudono lunedì 16 ottobre.

COMO, 12 ottobre 2017 –  Il centro congressi del Grand Hotel Villa d’Este a Cernobbio ha ospitato la presentazione ufficiale e conferenza stampa del 36. RALLY TROFEO ACI COMO, gara valevole quale ultima prova del Campionato Italiano WRC, programmato per il 19-20-21 ottobre 2017. Autorità civili e militari, patrocinatori e sponsor, oltre a piloti, navigatori ed atleti di altri sport, sono intervenuti numerosi, legittimando con la loro presenza l’affezione e il legame al territorio di cui gode l’evento motoristico.

AUTORITA’ E PILOTI – Ad aprire la presentazione è stato il Presidente di Aci Como, Enrico Gelpi, affiancato dall’assessore comunale comasco allo Sport e parchi pubblici Marco Galli, al direttore di Corriere di Como ed Espansione TV Mario Rapisarda, al presidente della Camera di Commercio di Como Ambrogio Taborelli, al direttore di gara Roberto Ledda, all’amministratore delegato del Gruppo Clerici Auto, Marco Clerici, e al direttore del Grand Hotel Villa d’Este Danilo Zucchetti. Due piloti hanno presentato l’evento visto dal volante: per il rally moderno, il sei volte vincitore a Como Corrado Fontana; nel rally storico è stato Luca Ambrosoli a tratteggiare gli elementi salienti di un evento di grande radicamento storico. Presenza di spicco dell’atleta comasco Pietro Ruta, olimpionico canottaggio, con il rally di Como nel cuore.

ISCRIZIONI IN CHIUSURA – Le iscrizioni si chiudono lunedì 16 ottobre: un’ottantina gli equipaggi che hanno sin qui aderito, proporzionalmente distribuiti tra Tricolore WRC, Rally Nazionale e Rally Storico Aci Como. Tra i top driver si segnalano le presenze di coloro che ambiscono al vertice assoluto: Stefano Albertini, Manuel Sossella, Marco Signor, Corrado e Gigi Fontana, Paolo Porro, Kevin Gilardoni, Mirko Puiricelli, “Pedro”, Giò Di Palma, Marco Roncoroni, Stefano Baccega, Giuseppe Bergantino, ecc.

DALLA SCANDINAVIA AL BRASILE – Desta interesse la presenza del 21.enne finlandese Emil Lindholm su Renault Clio R3T: vanta un brillante passato nella velocità a ruote coperte e quest’anno è stato nei rally campione nazionale classe R2, conquistando pure il titolo giovanile “Future Rally Star Finland”. A lui si affiancherà tra gli ospiti graditissimi a Como anche l’equipaggio gentlemen composto dai brasiliani Paulo Nobre e Gabriel Morales che gareggeranno a Como con top car.  Sul fronte del rally storico ottimo il livello delle adesioni: oltre ad Ambrosoli, anche Lucio Da Zanche, Carlo Galli, Matteo Musti, Andrea Guggiari, Nicholas Montini, Marco Paccagnella, Ermanno Sordi e Marco Grosso, ecc.

PROGRAMMA: EVENTO APPASSIONANTE – Il 36. Rally Trofeo Aci Como si presenta rinnovato: per tre volte viene proposta l’Alpe Grande (km.8,86) in Valle d’Intelvi, ultima speciale prima dell’arrivo finale in Piazza Cavour a Como. Due i passaggi sulla prova di Nesso-Veleso-Zelbio (km.4), Ghisallo (11,24 km), Val Cavargna (km.29,72). E’ stato introdotto un “remote service” a Bellagio, breve pausa tecnica nel bel mezzo delle quattro prove nel Triangolo Lariano. Confermati parco assistenza e riordino a Porlezza, sul lago di Lugano. Partenza della prima tappa venerdì pomeriggio da piazza Cavour: quattro prove nel Triangolo Lariano. Seconda tappa il sabato, con cinque prove tra Val Cavargna e Intelvi. In tutto quasi 118 km di prove speciali, pari a ben il 27% del totale di 436 km del tracciato totale.

Il Lario dall'alto
Il Lario dall’alto